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IL RUBASTINO RIVISTA BIMESTRALE DELLA PRO LOCO DI RUVO DI PUGLIA (Anno III N.3 Maggio – Giugno 1971

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TitoloIL RUBASTINO RIVISTA BIMESTRALE DELLA PRO LOCO DI RUVO DI PUGLIA (Anno III N.3 Maggio – Giugno 1971
TitoloPeriodico bimestrale de la Pro loco di Ruvo
Anno1971
LuogoRuvo di Puglia
AbstractLa rivista bimestrale sorta in Ruvo di Puglia nel 1968 raccoglieva argomenti di cronaca, economia, sport, note d’arte e lettere al Direttore. Il cronista Mario Speranza ci parla, in un suo articolo intitolato “Ulula la sirena:.....povero Agricoltore!!!, della Primavera, stagione caratterizzata dalla imprevedibilità climatica, dei danni arrecati alle piante erbacee tra cui le piante ortive in casi di grandine e dei metodi adottati in agro di Ruvo per cercare di arginare questo fenomeno. Riportiamo brevemente una sintesi dell’articolo come redatto all’epoca. Si alternano, durante la primavera, dopo il freddo invernale, giornate dolci, tiepide, che assecondano le fioriture e quindi la riproduzione, a giornate fredde e nuvolose, spesso questo alternarsi si verifica nella stessa giornata laddove dopo una mattinata calda segue un pomeriggio freddo e nuvoloso. Tali mutamenti climatici repentini provocano la caduta di abbondanti piogge e, con la caduta della grandine, la distruzione di interi raccolti. La grandine, giustamente soprannominata la terribile nemica dell’agricoltura, pur non potendo essere eliminata, può essere però contenuta, attraverso l’utilizzo di speciali e moderne tecniche, onde ridurne notevolmente i danni. I danni maggiori si notano sulle piante erbacee (grano, piante ortive) e la loro intensità varia in relazione alla grossezza dei chicchi di grandine, alla durata del fenomeno e all’esistenza contemporanea di forti venti. Fra tutte le avversità meteoriche la grandine è certamente la più temuta dagli agricoltori i quali assistono in pochi attimi, alla distruzione dell’intero raccolto ed ai sogni di una giusta ricompensa ai gravosi lavori sopportati nell’intera annata agraria. Per cercare di arginare questo disastroso fenomeno vengono adottati diversi metodi. A Ruvo di Puglia esistono e sono funzionanti 87 “postazioni”. Si tratta di utilizzare dei razzi esplodenti che lanciati in aria con una traiettoria diritta, frantuma in piccole parti il chicco di grandine, riducendo in tal modo il danno provocato dalla sua caduta. Nel 1959 l’Ufficio Tecnico antigrandine dell’osservatorio per le malattie delle piante di Verona, svolse alcune indagini (le cui fonti statistiche sono state tratte dalle lezioni di Fisiopatologia vegetale tenute dal Prof. Grasso dell’istituto di Patologia Vegetale-Facoltà di ed il relativo costo, al fine di ottenere una buona protezione antigrandine.
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