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Il rubastino : periodico bimestrale de la Pro loco di Ruvo (1982:A. 8, apr.-giu., fasc. 2)

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TitoloIl rubastino : periodico bimestrale de la Pro loco di Ruvo (1982:A. 8, apr.-giu., fasc. 2)
AbstractIl fascicolo 2 della rivista di Ruvo di Puglia "Il rubastino" dell'anno 1982 (A. 8, apr.-giu., fasc. 2) a pagina 12- 13, con l'articolo "Problema acqua, si riuscirà a risolverlo?" mette in evidenza le criticità dell'acquedotto pugliese negli anni '80 e tratta del problema della carenza di acqua che oltre a non soddisfare le esigenze più elementari e indispensabili per alimentazione, igiene e sanità impedisce lo sviluppo dell'economia e un'occupazione produttiva di molti giovani che potrebbero lavorare in un'agricoltura trasformata e irrigata. Nell'articola si pone particolare rilievo tuttavia alla realtà di Ruvo che invece gode di maggiori vantaggi in fatto di acque alternative rispetto alle città limitrofe. Infatti nei secoli passati gli antenati avevano pensato di utilizzare le acque piovane costruendo delle cisterne di grosse capacità ed a ciò vanno aggiunti i numerosi pozzi di acqua sorgiva sparsi in maggior parte nelle contrade "Arena" e "La Pozza", alcuni dei quali utilizzati negli anni 50. Inoltre si utilizzavano , con cautela, anche le falde freatiche come fonte alternativa. A Ruvo, lo sfruttamento di queste falde ha contribuito a far scomparire la grossa piaga del reperimento di acque per usi irrigui. Non si dimentica, cita l'articolo facendo preciso riferimento alle colture ortive, che ......"fino a sei anni or sono tutte le terre adibite a colture ortive site ad esempio nelle zone Belluogo e Gigliano, a ridosso dell'abitato si servivano di acqua di fogna filtrata e la stessa acqua era convogliata in queste terre attraverso un canale a cielo aperto che fiancheggiava la provinciale Ruvo-Molfetta con grave pericolo per la salute dei cittadini. Oggi invece le colture ortive di questa zona si servono di acque provenienti dai pozzi artesiani. E non solo è stato altresì accertato che le stesse acque sono potabili".
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