BiodiverSO alla Fiera di San Pietro e Poulu di Tricase

Anche quest’anno, la mostra BiodiverSO allestita all’interno della “Fiera de San Pietro e Poulu” di Tricase ha strappato sorrisi e ricordi, ma soprattutto ha regalato i colori ed i profumi dei nostri ortaggi, quelli di stagione. Il bel cesto di meloncelle che i Vivai CoViSer hanno messo a disposizione, insieme con il “cucummaru de San Donato” e “spureddhe leccesi” di varie provenienze ci hanno permesso di farle degustare ai curiosi che le indicavano come comuni cetrioli.
L’Azienda Agricola Manco di Melissano ha esposto un vasto campionario di trasformati ottenuti da ortaggi di produzione propria: rape “nfucate”, paparina (piante di papavero saltate), lambascioni, crema di peperoncini, giardiniera di peperoncini, filetti di melanzane e zucchine sott’olio, aglio locale e tanti altri prodotti rigorosamente … in vasetto!
Il pomodoro di Morciano è stato presentato e valorizzato dall’Azienda Sante Le Muse con un bel cesto di pomodori appena raccolti, affiancato da peperoni “per il vaso”, curioso nome da dare ad una varietà, ma sta ad indicare che con la loro epidermide dura e sottile, ben si prestano alla conservazione sotto aceto.
A rappresentare il territorio c’era pure l’Agriturismo Terra di Leuca di Ruggiano di Salve, con un prodotto insolito: “l’erba di Santa Marina” (Erba-perla azzurra (Buglossoides purpureocaerulea (L.) Johonston)), una piccola pianta spontanea della Famiglia delle Boraginaceae che i sapienti e meticolosi monaci insediatisi nel Capo di Leuca coltivavano per le sue proprietà epatoprotettive e diuretiche. Nei secoli, la popolazione locale ha acquisito la coltivazione e l’utilizzo di questa pianta spontanea utilizzandola per ogni malessere ma, soprattutto, nei casi di itterizia a rimedio dei quali Santa Marina viene invocata. In questi ultimi decenni, la pianta è in disuso, sconosciuta alle nuove generazioni, ma l’agriturismo Terra di Leuca ha ripreso la sua coltivazione per la conservazione e la ridiffusione.
A dimostrazione di un’annosa collaborazione con il DiSTeBA, la nostra esposizione è stata affiancata da quella dell’Istituto Tecnico Agrario “Egidio La Noce” di Maglie con sementi di varietà locali, piante officinali e succulente di interesse ornamentale. Per i mesi estivi, l’Istituto ha messo in programma appuntamenti domenicali serali con mercatini di prodotti a km 0, brevi incontri seminariali, degustazioni e approfondimenti.
A testimoniare che il recupero, la conservazione e la valorizzazione richiedono strategie integrate, c’era l’esposizione dell’Associazione Legumi di Vitigliano rappresentata dall’agronomo Giuseppe Bene che ha messo il suo impegno e la sua passione a disposizione del territorio.
Alla “Fiera de Santu Pietro e Poulu” non poteva mancare l’artigiano Daniele Rizzo, titolare dell’Azienda Birrificio del Capo, che da qualche mese incuriosisce con la sua birra artigianale aromatizzata dal profumo di fiori delle piante spontanee o delle varietà orticole e di fruttiferi locali; sono nate così: Birra Leopoldia, al profumo dei fiori di lambascione; Birra al carciofo spinoso tricasino; Birra alla pestanaca Santo Ippazio; Birra di Giuggiole; Birra ai fichi.
La Fiera ha riproposto le mercanzìe più tipiche, quelle che sino a mezzo secolo fa creavano aspettative nei bambini, che avrebbero potuto avere in regalo il variopinto fischietto realizzato dai figuli o il tamburello della rapsodica Pizzica Salentina e, per le bambine, la “spurteddha di paglia” (borsetta in giunco); per contadini e massaie, tanti manufatti di canne, giovani virgulti di olivo, lentisco e giunco abilmente intrecciati da artigiani che via, via scompaiono senza tramandarne “l’arte”.

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