I Biopatriarchi del progetto BiodiverSO premiati in Regione

L’Assessore regionale all’Agricoltura Leonardo Di Gioia e il dirigente della Regione Puglia Luigi Trotta hanno premiato nella sala delle conferenze dell’Assessorato all’agricoltura alcuni dei Biopatriarchi della biodiversità pugliese. Lo hanno fatto dopo aver presentato la Settimana della Biodiversità Pugliese che si celebrerà dal 18 al 26 maggio in Puglia.

Sono tre i Biopatriarchi che sono stati segnalati dal progetto BiodiverSO e che hanno ricevuto l’attestato firmato dall’Assessore.

Vito Fornarelli, di Bari, è un’icona dell’orticoltura barese; forte come una roccia ha saputo custodire diverse popolazioni di cima di rapa, il cavolo riccio e la Cima di cola, oltre tante altre che lo hanno portato ad essere un riferimento per gli agricoltori più giovani e per i mercati. Ogni volta che lo incontriamo ci regala pillole di storia dell’orticoltura barese legate alla saggezza di un tempo, quando con una stretta di mano si sancivano affari e compravendite.

Oronzo Giuliani, di Polignano a Mare, è il vero custode della Carota di San Vito; nel suo campo, che è all’ombra dell’Abbazia, si respira il mare. Oronzo è la nostra pietra miliare della conoscenza di quest’ortaggio, che lui coltiva da sempre con passione inarrivabile. Tanto che è molto geloso dei suoi semi: chiedetegli tutto ma non i semi di carota: vi darebbe quelli con minore potere germinativo… Il giallo, il viola e l’arancio delle sue carote sono i colori della biodiversità pugliese, contro la credenza globale che le carote sono solo di colore arancio.

Angelo Passalacqua, di Santeramo, è lo scrigno vivente della biodiversità. Con lui si aprono orizzonti passati di varietà ormai introvabili. È il salvatore di semi per antonomasia. Di una generosità unica: se Oronzo è geloso dei suoi semi, Angelo è, per così dire, impollinatore per natura: dà tutto a tutti. E scambia semi con tutto il mondo.

A loro la Regione Puglia ha consegnato una pergamena conferendo ad ognuno il titolo di Biopatriarca, un riconoscimento di sacrifici, costanza e di custodia di un patrimonio genetico inarrivabile della nostra regione.

Sono numerosi i Biopatriarchi che abbiamo incontrato durante le attività del Progetto. Vito, Oronzo e Angelo li hanno rappresentati tutti. Per ognuno di loro vale quanto riportato sulla pergamena: “Il suo impegno e la sua testimonianza, servano da monito per le future generazioni: tutelare la biodiversità significa tutelare la vita sulla terra!”.

 

 

 

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