Finché c’è Abele c’è speranza

A volte succede di trovare dei posti incantati. A noi che ci occupiamo di agrobiodiversità succede di essere introdotti in questi luoghi da persone speciali.

Abele Lomascolo è un biopatriarca delle specie spontanee. Nel suo campo a Monopoli, nella contrada Assunta, è riuscito ad introdurre alcune rarità (come l’erba Piattello, Hypochoeris radicata) che si sono aggiunte a specie native del luogo. Le prime piante che ci mostra, quando entriamo nel suo appezzamento di 4000 m2, sono le tante piante di lambascione (Muscari comosum), che mantiene contemporaneamente alle tante specie spontanee endemiche: cicorielle, borragine, caccialepre, barba di becco e silene, per segnalare solo alcune di quelle che periodicamente raccoglie affinché sua moglie prepari autentiche leccornie.

Abele ci mostra il fiore del lambascione, dalla caratteristica colorazione violacea, e le piante di Ornithogallum narbonense (il lambascione bianco) che lui apprezza più del lambascione. Subito dopo Abele ci indica le tante piante di cardoncello che è riuscito ad introdurre nel suo campo. Tutto senza aggiunta di concimi e antiparassitari. Solo ciò che riesce a riprodursi resta nella sua campagna, anche se per garantire risultati migliori alcune specie invasive come l’asfodelina e l’acetosella preferirebbe non averle e spesso prova ad estirparle.

Nel tronco di ulivo dove da piccolo si nascondeva oggi ha una stupenda Monstera deliciosa con frutti squisiti che ci offre con orgoglio.

Abele è nato a Fasano 67 anni fa. Dai suoi genitori ha ereditato l’amore per la campagna (il suo ricordo più intenso è il trullo dei nonni e le indimenticabili dormite vicino al trullo) e per il giardinaggio. A 16 anni Abele entra in fabbrica, per produrre ceramiche, ma non regge l’isolamento. Così, con i cognati vivaisti apre un negozio di fiori e piante ornamentali, ma la sua predisposizione all’autonomia lo porta a lasciare anche quell’occupazione per diventare agente di commercio occupandosi di concimi, piante, serre e prodotti per l’agricoltura biologica, in sintonia con il suo amore per la natura. Nel 1999, con l’avvento del web, il suo girovagare per la Puglia e la Basilicata non ha più motivo di esistere e viene assunto alla Masseria Il Frantoio ad Ostuni, dove dà libero sfogo alla sua passione per piante, fiori, erbe spontanee, ecc.

Ma c’è anche un altro fattore determinante nella vita di Abele: dopo il servizio militare ha sposato Mery Marasciulo (sarà destino: il marasciulo è una pianta spontanea, la ruchetta violacea, Diplotaxis erucoides), che diventerà grande cuoca della Masseria Il Frantoio.

Abele conosce le piante spontanee come le sue tasche. Spesso guida gli ospiti della Masseria Il Frantoio nelle escursioni finalizzate al riconoscimento e alla raccolta delle erbe spontanee mangerecce. Nell’ultima occasione ne ha raccolte, classificate e mostrate ben 98. Restiamo stupiti e ammirati. Abele è un’autentica rivelazione. Averlo conosciuto ci ha dato speranza, perché finché c’è Abele c’è speranza.

 

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