La carota degli arenili di Margherita di Savoia e Zapponeta

«A var pastnac, ad agust av-à iess nat» è l’antico detto salinaro che ci riferisce Ruggero Piazzolla, agronomo di Margherita di Savoia che nel suo campo a ridosso delle dune sabbiose del litorale del paese custodisce un’antica varietà di carota.  Il detto sottolinea la necessità di eseguire entro agosto la semina di questa carota che in passato era ampiamente coltivata sugli arenili di Margherita e Zapponeta. Molto probabilmente si tratta di una popolazione locale ottenuta a seguito della protratta autoriproduzione dei semi da parte degli agricoltori della varietà ‘San Lorenzo’.

Le caratteristiche peculiari di questa popolazione sono la forma appuntita del fittone, anche quando è pronto per la raccolta, la lunghezza, che può raggiungere anche 50 cm, e la notevole croccantezza e dolcezza. Sono state proprio le dimensioni e la facilità di rottura del fittone a decretare la progressiva scomparsa della coltivazione di questa popolazione locale che poco si adatta alla manipolazione meccanica post-raccolta ed al confezionamento in contenitori standard.

Attualmente è quasi scomparsa, soltanto pochi metri quadri nel campo di Ruggero.  E probabilmente ancora qualche anziano di Margherita e di Zapponeta che ci stiamo impegnando a cercare.

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