La CRAP “San Vincenzo”: l’orto che cura

“Qualunque paziente, per quanto intrattabile possa apparire la sua condizione, mantiene la capacità di sorprendere un terapeuta che non si perda d’animo…”.

Scommettiamo che il risultato finale è sempre sorprendente?

Sarà il potere ancestrale che la Natura porta in sè, sarà il contatto con la Terra e gli altri elementi fondamentali che ci riportano all’origine dei tempi facendo scomparire così le diversità e (ri)avvicinandoci ai ritmi naturali, ma forse, più semplicemente, come dice il prof. Saverio Senni dell’Università della Tuscia di Viterbo, “l’agricoltura contadina non conosceva i ‘disabili’. Tutti erano a loro modo abili, quali che fossero il loro livello culturale o le condizioni mentali. Le piante e gli animali non discriminano nessuno, non si voltano dall’altra parte e crescono sane chiunque le accudisca”. Su questi principi si basa quella che oggi è nota come agricoltura sociale e che stiamo cercando di raccontare in questo blog.

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La Puglia continua a camminare su questi lunghi e tortuosi percorsi di inserimento lavorativo e tecniche riabilitative antichissime ma che, lentamente, si stanno affermando anche nella nostra regione.

L’esperienza che raccontiamo è quella della comunità “San Vincenzo” di San Michele Salentino. Una comunità come poche in Puglia e che meritano di essere conosciute e raccontate. La CRAP (Comunità Riabilitativa Assistenziale Psichiatrica) San Vincenzo fornisce servizi di assistenza e di inserimento socio-lavorativi agli utenti che lì sono ricoverati, con ottimi ed incredibili risultati.

Tra i tanti laboratori proposti, uno in particolare, ha suscitato il mio interesse: “Tutti su con la terra”.

L’idea nasce da Angelo Giordano e Valerio Tanzarella che stanno puntando sulla terra da qualche anno. Due persone formidabili che meriterebbero da soli una ventina di articoli su questo blog. Ma una cosa per volta.

Il progetto. Un orto comune e comunitario, dove i ragazzi, seguiti con affetto e premura da Angelo e Valerio, non solo hanno imparato le tecniche agronomiche necessarie per portare avanti una produzione agricola con metodo biologico (senza quindi l’utilizzo di mezzi chimici per la difesa e la nutrizione delle piante) ma hanno mostrato ai ragazzi i valori della terra e del mondo contadino: lo scambio, la solidarietà, la cooperazione, la bellezze, la gratuità e la passione. E non potevano avere, in questo, dei maestri migliori.

E se a tutto questo si unisse il valore della biodiversità? Sarebbe troppo? Niente affatto. “La base del progetto è proprio questa”, mi dice Angelo, “non semi qualunque, non semi commerciali. No. Semi di varietà particolari, di varietà locali e di varietà stravaganti.” La bellezza è nella diversità. Questo è l’insegnamento dei ragazzi della comunità San Vincenzo. La diversità che arricchisce, che unisce e che rafforza. Ogni ragazzo si è fatto, nel progetto, custode di una varietà particolare di cui sanno davvero tutto: storia, usi in cucina, curiosità, origini, morfologia. Tutto. DSC07937Preparatissimi! Una manciata di semi da curare a testa, da seminare e da far germinare fino al trapianto e alla raccolta. La crescita di queste piantine ha fatto poi il resto. Il resto però non è poco: è determinazione, soddisfazione, lavoro, sudore. Questo quello che traspariva sui loro volti quando ci hanno portato in giro per l’orto, situato proprio dietro la cucina. Pomodori gialli, pomodoro Regina, melanzane bianche e melanzane rosse, tortarelli, barattieri, fragole, zucche a turbante, patate dolci, senape bianca… Una festa di colori e odori, di riscatto e di speranza. In bocca sapore di futuro. Perché questi meravigliosi ragazzi che siamo abituati a chiamare pazzi, in realtà, ci insegnano che i pazzi siamo noi, che non riusciamo a vedere la bellezza che ci circonda, che diamo tutto per scontato e che continuiamo, nonostante tutto, a scontrarci con i pregiudizi. L’amore per sè stessi passa dai laboratori di orto terapia, passa dalla passione che c’è dietro queste esperienze, passa dalla cura delle piccole cose, dalla consapevolezza che i piccoli passi danno inizio alle grandi avventure, che, anche la più grande quercia, in realtà, era un seme.

Complimenti! Le energie positive della Puglia passano da San Michele Salentino. Auguri ragazzi e complimenti a tutti gli operatori della struttura, alla psicologa e alla psichiatra, che, con passione, si sono innamorati del progetto e che, con lo stesso entusiasmo dei ragazzi, seguono la crescita delle gustose piante.

Zappa in mano, siempre!

2 Commenti su “La CRAP “San Vincenzo”: l’orto che cura”

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