La Pestanaca e le feste della luce

La Pestanaca di Sant’Ippazio, come sappiamo, è un prodotto unico nel suo genere. Ne vantano la coltivazione soltanto tre piccoli paesi del sud Salento: Tiggiano, Corsano e Specchia.

Oltre a quest’ottimo prodotto biodiverso, i tre piccoli paesi hanno in comune un ciclo cerimoniale che cade nello stesso periodo, cominciando il 19 gennaio a Tiggiano e proseguendo il 2 febbraio a Specchia per la Candelora e il 3 febbraio a Corsano per San Biagio.

La Candelora e San Biagio cadono ad un giorno di distanza l’una dall’altro. Entrambi celebrano la fine imminente dell’inverno. Siamo infatti esattamente nel punto mediano tra il solstizio invernale e l’equinozio di primavera: il sole ha già compiuto un buon tratto di strada del suo cammino sull’orizzonte astronomico ed è ben avviato oramai verso la crescita della sua potenza, che toccherà il culmine a giugno nel giorno del solstizio d’estate.

La Candelora è una festa antichissima, pre-cristiana e risalente addirittura alla cultura celtica. Con la diffusione del cristianesimo le è stato attribuito il compito di celebrare la presentazione di Gesù al tempio. Questa commemorazione ricorda l’incontro del ragazzo Gesù con il vecchio Simeone (simbolicamente il passaggio dal Vecchio al Nuovo Testamento) ed era a tutti gli effetti un rito di passaggio per il giovane Gesù, che in questo modo si “presentava” ufficialmente alla comunità affermando la sua realtà individuale. La valenza simbolica del “passaggio” da uno status ad un altro è rimasta intatta anche nel simbolismo cristiano.

Numerosi sono i detti che accompagnano la Candelora:

  • De la Candelora la nvernata è fora, ma se bonu voi cuntare, ggiungi n’autru quarantale
  • De Natale a la Candilora la sciurnata se lunga n’ora
  • Candolora: lu sule intra e lu jernu fora

Dal tempo che fa in questo giorno si può pronosticare quello dell’intera stagione, che volge oramai al termine:

  • Candilora chiara, febbraru trubbu
  • De la Candilora lu jernu è fora, ma se bonu tempu fa, la nvernata ancora sta

Il 2 febbraio dunque, il buon tempo indicherebbe il prolungamento della brutta stagione, mentre una giornata piovosa, annuncerebbe bel tempo che si appresta ad arrivare.

Altro simbolo legato alla candelora è l’uovo: lo ritroveremo tra qualche settimana, protagonista dei tradizionali dolci pasquali come simbolo del rinnovamento cosmico.

  • De la Candilora ogne ceddu arriva all’ova
  • De la Candilora ogne caddina se rinnova

La candelora è festa di luce, si accendono e benedicono le candele, probabilmente in collegamento simpatetico con la grande luce del fuoco cosmico.

Ma anche San Biagio è accompagnato da rituali che hanno a che fare con la luce e con il fuoco: oltre alla tradizionale accensione e benedizione delle candele diffusa in tutta Italia, a Corsano si erge in suo onore una grande fòcara che viene data alle fiamme in occasione della festa.

Il 1° febbraio si celebra anche un’altra santa, meno conosciuta in Salento: santa Brigida d’Irlanda, anch’essa circondata, nella tradizione, da simbolismi solari. La sua figura è indissolubilmente legata a Brigid, dea celtica da cui ha ereditato gli attributi. I suoi devoti, il 1° febbraio ancora oggi intrecciano con giunchi quella che viene chiamata “croce di Santa Brigida” che altro non è se non un simbolo solare di buon augurio, presente sin dal neolitico tra le popolazioni indoeuropee.

Tutte e tre queste ricorrenze, ci ricordano che stiamo per lasciarci alle spalle il duro inverno: gli animali usciranno dal letargo, gli alberi si riempiranno di nuovo di germogli e sarà tempo di grande travaglio per le attività agricole.

La Natura è, in questo momento, una vecchia signora che ci guarderà tra poco con il volto della Coremma dagli angoli delle strade, contando con la mano le settimane che separano la quaresima dalla Pasqua. L’avevamo già vista nei primi giorni di gennaio, sotto al nome di Befana, mentre regalava piccoli doni come promessa di futuri, abbondanti frutti della terra. Il suo simulacro, vecchio e brutto verrà distrutto e dato alle fiamme, oppure gettato nei corsi d’acqua: sacrificio necessario per far posto ad uno spirito delle forze vegetali rinnovato e “risorto” dalla morte apparente dell’inverno: una Natura nuova e vigorosa.

Ma torniamo alla Pestanaca da cui eravamo partiti: non disperate se per qualche motivo non avete fatto in tempo a recarvi a Tiggiano a fare scorta di questi preziosi e salutari ortaggi: ci sono ancora la Candelora di Specchia e la festa di San Biagio a Corsano come ultimi appuntamenti per procurarsi la carota giallo – viola, eccellente prodotto gustoso e nutraceutico.

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