La zucca bottiglia tra Oriente e Occidente

La Lagenaria siceraria è un particolare tipo di cucurbitacea con fusto allungato e rampicante, a ciclo annuo. Fiorisce da giugno a settembre e produce frutti a forma di fiasco. Il suo nome deriva dal latino lagoena, che indicava particolari brocche con collo stretto e manico, e sicera, che indicava il vino, in quanto la lagenaria veniva utilizzata anche per contenere questa bevanda.

Originaria dell’Asia, ma diffusa nell’area mediterranea già nell’antichità, della lagenaria è stata da sempre apprezzata la capacità di produrre frutti che, giunti a maturazione, svuotati ed essiccati, possono essere utilizzati come contenitori di liquidi, erbe, semi, ecc.

In Puglia, la Lagenaria è conosciuta anche come “zucca del pellegrino”, perché i pellegrini la utilizzavano nei loro spostamenti, legata alla cintura o al bastone. A Taranto, come riferiscono Nardone, Ditonno e Lamusta, veniva usata dai marinai, che legavano ad un’estremità di essa una pietra e poi la lasciavano galleggiare come boa, al fine di indicare il tragitto percorso.

Grazie ad un recente viaggio in Cina, ho potuto osservare la grandissima diffusione della lagenaria in questa nazione. Essa è presente quasi in ogni casa, lasciata crescere su di graticci appositamente fabbricati sugli usci e nei cortili delle abitazioni. Ma la mia curiosità si è accesa quando ho potuto osservare che questa zucca è presente praticamente ovunque: decorata e venduta in tutte le dimensioni e forme in negozi e mercati, riprodotta in ogni materiale (pietre dure, ceramica, terracotta, metallo, ecc.), dipinta o incisa su quadri e stampe sia antiche che recenti, tenuta in bella vista nelle abitazioni o nei negozi.

Ho scoperto così che la Lagenaria, chiamata Hùlù in cinese, è legata a numerose leggende, tra le quali la più famosa e antica conduce alla storia degli “Otto Immortali”, celebri personaggi della mitologia orientale. Ciascuno di essi è legato ad un oggetto, che viene assunto come emblema. Li Tieguai, è l’Immortale che viene raffigurato sempre insieme alla lagenaria: anziano, zoppo e di aspetto sgraziato, porta con sé questa zucca dalla quale escono turbini di fumo. Essa infatti contiene potenti erbe con le quali Li Tieguai può guarire ogni male. Inoltre la leggenda dice che egli stesso, ogni notte, si riposi nella lagenaria, rimpicciolendosi magicamente per riprendere poi la forma normale.

Anticamente, dunque, i cinesi adoperavano la lagenaria per custodirvi medicamenti ed erbe e per questo è divenuta simbolo dei farmacisti. La si conserva nelle case e vi si confezionano amuleti come oggetti apotropaici e ben augurali. Il suo simbolismo è legato alla buona salute e alla longevità.

Inoltre in Cina la lagenaria viene utilizzata anche a scopo alimentare: troviamo il giovane frutto come ingrediente di zuppe e piatti molto saporiti.

A richiamare l’antico utilizzo di questa zucca, c’è un detto che dice «Che medicina hai dentro il tuo hùlù?», che corrisponderebbe all’incirca a «Che cosa hai in testa?». In fondo, il detto è molto simile al nostro «Cosa porti in zucca?».

 

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