Il Pomodoro lamascìano di Galatina coltivato da Vito Mele

A Galatina, Vito Mele continua a mantenere attiva la sua campagna, che rischia di essere fagocitata dall’espansione edilizia. Lo fa come lo ha sempre fatto e, prima di lui, suo padre, i suoi cugini ed i suoi zii, con i quali mantiene un continuo scambio di sementi e ortaggi di varietà locali che solo l’antica arte dei “sciardinieri” (produttori e venditori di ortaggi) conosce.
Tra le colture estive, Vito esalta l’importanza e la bontà del Pomodoro lamascìano, sia quello estivo per il consumo fresco e da salsa, sia quello invernale per la realizzazione delle caratteristiche “mpise”. Solo due filari, giusto per mantenere in vita la varietà e per soddisfare il gusto personale e dei familiari. Egli continua a preferire il “lamascìano” a tutte le altre varietà, perché ha poca polpa ma “tanti semi e tanta acqua” (liquido placentare); spremendo il pomodoro, tutti quei semini schizzano in maniera uniforme sul pane raffermo, che ne viene subito ammorbidito. Proprio perché ad elevato contenuto di liquido placentare, il Pomodoro lamascìano estivo ha poca resa per la salsa (appena il 50%) ma il gusto vince sulla quantità.
I “lamascìani” invernali sono di colore arancio, piriformi, piccoli ma a lunga serbevolezza; le piante sono grandi e producono moltissimi pomodorini gustosi.
Vito coltiva un’altra varietà di pomodoro invernale comunemente indicata come “Pomodoro di Soleto” ma gli dà poca importanza, infatti ha solo poche piante. In effetti, è un pomodoro molto comune nel Salento, con bacca globosa, poco costoluta, di color giallo–arancio, a media serbevolezza.
Il grande merito di Vito è quello di essere depositario di conoscenze per quasi tutte le varietà locali coltivate nel circondario di Galatina e delle vicende sociali ed economiche ad esse collegate; anche se non coltiva tutto, egli sa a chi rivolgersi per recuperare le varietà, per smistarle a parenti e amici che le richiedono. Infatti, quando gli abbiamo chiesto se aveva in coltura anche la Meloncella tonda di Galatina, dopo un brevissimo disorientamento, ci ha portato nella campagna del cugino dove abbiamo potuto vedere gli ultimi frutti di questo ortaggio che ha segnato la storia del comprensorio di Galatina, Soleto, Sogliano, Corigliano sino a Nardò.

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