Recuperate alcune accessioni di pomodoro ‘barese’ presso agricoltori custodi

Accompagnati da Giuseppe Buono (detto ‘Peppino’) e Vito Buono, che in un precedente articolo ci hanno raccontato la storia e le tradizioni legate al pomodoro ‘barese’, nel mese di Luglio i tecnici del DISAAT hanno effettuato una ricerca tra gli orticoltori dell’hinterland di Bari al fine di individuare alcuni ‘custodi’ di questa vecchia varietà, scoprendo che essa è coltivata ancora per passione e tradizione. I signori Peppino e Vito ci hanno supportati nell’opera di riconoscimento grazie alla loro memoria delle principali caratteristiche delle piante e delle bacche della varietà ‘barese’.

Il sig. Vincenzo Barbieri non ha mai smesso di coltivare il pomodoro ‘barese’

Una prima accessione è stata ritrovata presso l’orto del sig. Vincenzo Barbieri, situato nell’immediata periferia della città di Bari. Il sig. Vincenzo è un tipico orticoltore barese, appassionato alla coltivazione di ortaggi tipici locali (oltre a pomodori, anche finocchi, cicorie e cavoli) che poi commercializza presso il mercato ortofrutticolo di Bari, e di cui riproduce da sempre la semente. Il sig. Vincenzo, ormai settantenne, ci racconta di non aver mai smesso di coltivare il pomodoro ‘barese’, sin dai tempi della sua gioventù, utilizzando quindi un patrimonio genetico riprodotto e selezionato negli anni.

Piante della varietà ‘barese’ di pomodoro, coltivate presso l’orto del sig. Barbieri alla periferia di Bari.

Il sig. Vincenzo ci mostra un campo di pomodoro ‘barese’ in cui sono presenti sia i cosiddetti pomodori ‘mjinze e mjinze’ (‘metà e metà’, nel dialetto barese), da destinare al consumo fresco da insalata, che pomodori maturi, raccolti in apposite cassette da consegnare ad alcune famiglie baresi impegnate nella preparazione delle tradizionali conserve. Sia le piante che le bacche di questa accessione sono state riconosciute da Peppino e Vito Buono come corrispondenti a quelle del classico ‘barese’, ed il sig. Vincenzo si è mostrato disponibile a consegnare al progetto BiodiverSO un campione di seme da prelevare quando i frutti saranno completamente maturi.

Dettaglio di bacche della varietà ‘barese’ di pomodoro, in corso di maturazione, presso l’orto del sig. Barbieri.

Presso il sig. Andrea Petruzzelli ritrovata una seconda accessione, con qualche dubbio…

Una seconda accessione riferibile al pomodoro ‘barese’ è stata ritrovata presso l’orto del sig. Andrea Petruzzelli, situato in località Santo Spirito a Bari. Il sig. Andrea, ormai in pensione, ci racconta di coltivare l’orto per passione e di essere in particolare affezionato alla coltivazione del pomodoro ‘barese’, avendone ricevuto il seme in eredità dal padre, ed essendosi poi appassionato alla sua coltivazione, proseguendo nella tradizione familiare di trasformarlo nelle tipiche conserve baresi.

Il sig. Andrea Petruzzelli nel suo orto ci mostra alcune file di pomodoro della varietà ‘barese’.

Ad una prima analisi delle bacche, tuttavia, il sig. Peppino ci manifesta qualche dubbio sulla ‘purezza’ di questa accessione: se da un lato, infatti, la pezzatura e la colorazione corrispondono a quelle tipiche del ‘barese’, dall’altro la forma appare non perfettamente ellittica (quale dovrebbe essere, a detta del sig. Peppino) ma presenta invece una maggiore variabilità con bacche talora ‘piriformi’ o ‘obovate’, o con una più spiccata costolatura, probabilmente a motivo di una differente selezione e/o di incroci spontanei avvenuti negli anni a carico di questa piccola popolazione. Secondo Vito Buono, tuttavia, una certa variabilità di forma e d’aspetto non era infrequente anche ai tempi della maggiore diffusione di questo pomodoro, poiché ciascun contadino ricorreva a semi ricavati direttamente dalle bacche di piante coltivate nel proprio orto e selezionate secondo criteri estetici strettamente personali. Inoltre, una certa variabilità nell’aspetto e nel sapore era da addebitare a fattori colturali specifici, quali la qualità e la quantità di acqua utilizzata per l’irrigazione. 

Bacche di pomodoro ‘barese’ fotografate presso l’orto del sig. Petruzzelli: ad una prima valutazione, la forma presenterebbe una maggiore variabilità rispetto a quella ‘tipica’ della varietà.

Bacche di pomodoro ‘barese’ mature.

In ogni caso, anche il sig. Petruzzelli si mostra disponibile a consegnare al progetto BiodiverSO un campione di seme da prelevare quando i frutti saranno completamente maturi, perché il progetto possa proseguire con un’eventuale attività di caratterizzazione di questa varietà.

A cura della cooperativa AGRIS

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