Un anno di diversità

La fine di un anno ci porta sempre a fermarci e ad interrogarci su quello che abbiamo fatto e quanto, rispetto ai nostri obiettivi, è stato realizzato. La fine di un anno ci porta anche a pensare ai buoni propositi per il nuovo anno che sta per iniziare, alle sfide che ci aspettano, ai mille sogni che ognuno di noi coltiva.

All’interno di questo blog continueremo a parlare a lungo di agricoltura sociale, di gente che ritorna nei campi, di sognatori e di tante esperienze positive tutte pugliesi, però, prima di riprendere a scrivere, volevo farvi tanti auguri di buon anno.

In questi giorni di festa e di speranza, passeggiando per le campagne del mio paese ammiravo le piante di cavolo riccio che popolano i tanti orti e sorridevo. Sorridevo perché oltre ai tanti ortaggi, c’era anche lui e i suoi “ricci” che spuntavano sotto la neve. Sorridevo e pensavo a quanti sforzi devono essere fatti nelle piccole comunità per “rispolverare” le vecchie tradizioni e le vecchie pratiche agricole, ormai in disuso e spesso dimenticate. Biodiversità infatti non è solo salvaguardia e conservazione di vecchie varietà di ortaggi. In particolare l’agro-biodiversità viene definita come la varietà e la variabilità degli organismi viventi che contribuiscono alla produzione di cibo e ai sistemi agricoli in senso ampio, comprese le conoscenze e i saperi ad essi associati (Qualset et al., 1995). Le conoscenze e i saperi ad essi associati: questo è uno degli aspetti più interessanti su cui c’è bisogno di rimboccarsi le maniche.

L’augurio che voglio farci (e qui includo me stesso) è quello di innamorarci della nostra terra, di riscoprire in questo nuovo anno le nostre tradizioni sia gastronomiche che culturali, le piante spontanee che abbondano nei nostri prati e i piatti poveri della nostra tradizione rurale; un anno di sobrietà e di spese critiche e consapevoli.

Un augurio molto particolare va a coloro che con caparbietà continuano, lavorando la terra, a difendere il territorio e le nostre campagne dall’abbandono e dal degrado, contribuendo, in maniera sostanziale alla tutela del nostro territorio; un augurio va anche ai tanti contadini custodi incontrati lungo la strada, che con la loro sapienza e la loro passione conservano, molto spesso inconsciamente, le nostre incredibili varietà e che con passione ne diffondono i gusti e i semi; un augurio va anche  a coloro che, con la terra, stanno riscattando se stessi e le loro famiglie con tanto coraggio e umiltà.

Insomma, auguro a tutti un anno veramente biodiverso, di scoperta della nostra natura e agricoltura; un anno in cui con criticità acquistiamo locale, favorendo le piccole aziende agricole e le tante cooperative sociali, che, con enorme sforzo, rendono la Puglia terra di biodiversità, di agricoltura familiare e di sostenibilità.

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