Un fischio molto Biodiverso

Giochi di una volta un po’ per volta. Così scrivevamo in qualche vecchio post su come realizzare dei semplici giochi con le galle delle querce o con il papavero. La ricerca in questo senso è poi andata avanti.

Nel tempo libero ho iniziato così a dedicarmi, tra le altre cose, alla scoperta di giochi realizzati con frutta e ortaggi cercando di intervistare, nelle mie scorribande campestri, anziani contadini. Se all’inizio questa mia curiosità e insistenza era vista con diffidenza e forse anche con un po’ di preoccupazione, con il passare dei minuti, le poche parole si sono trasformate in profondi discorsi, in curiosi racconti del passato e di tempi andati, di sobrietà e di vita all’aria aperta: insomma, mi sentivo perso in qualche verso di Vinicio Capossela.

Ed in una di queste chiacchierate ho scoperto un fischietto molto particolare che i pastori si facevano per passare il tempo e che regalavano nei paesi ai bambini al rientro dal pascolo. E uno di questi bambini, ora anziano, mi ha raccontato, con nostalgia, come ottenerlo, anche se farlo funzionare, non è stato affatto semplice. La cosa strana è che non l’aveva mai fatto, come dono, ai suoi figli e ai suoi due nipotini. Ora però, sono certo che lo farà.DSCN8946

Seppure questo non rientri propriamente nell’agricoltura sociale, o almeno nella sua definizione, mi piace pensare che questi giochi, come le antiche pratiche agricole, rivestono oggi, nell’era dell’usa e getta, dei tablet e della meccanizzazione agricola, un ruolo importantissimo per tutelare e valorizzare il nostro passato e per costruire, su questa semplicità e umiltà, il nostro futuro, un po’ Biodiverso.

Ora però, senza perderci in troppe parole, prendiamo un nòcciolo di albicocco e iniziamo a fischiettare…

Buon divertimento…

 

 

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