Banchi ricchi di bietole, boragine, cicorie, finocchietti e tante altre verdure in Capitanata in un testo del 1864

Nell’ambito delle attività relative alla Raccolta delle conoscenze storico-bibliografiche” svolte dalla società Agriplan srl, partner di progetto BiodiverSO, riportiamo qui di seguito un estratto interessante del paragrafo “La pesca – la caccia – i prodotti spontanei” della Relazione della Camera di Commercio ed arti di Capitanata al Ministero di Agricoltura, Industria e Commercio del 1864.

Secondo le stagioni, le donne villeruole e spesso i terrazzani, recano in piazza le cicorie, i finocchietti, le cime-amarelle (sinapis genicolata), la ruca, il cardoncello, i marasciuoli o amaruoli (diplotaxis appula), la bietola, la boragine, il cardo d’acqua, il cappero che si confeziona in aceto, i bulbi del lampasciuolo o vampaggiuolo (muscari comosum), i funghi di cui si fa grande smercio; mentre si cava la liquirizia per estrarre il succo; si taglia l’asfodelo sia per alimento al bestiame quando è fresco, per combustibile quando tallisce; la ferola per farne ricoveri pe’ pastori; scavandosi la robbia per le tintorie, l’aro italico per farne l’amido ec. ec. senza contar per filo le erbe aromatizzanti. In una parola, se il nostro contadino non può coltivare un proprio campo, si studia trarre dalle estese ed incolte campagne quello che può fruttargli il pane ed onesta fatiga.” (pagina 25).

Le pagine segnalate appaiono molto interessanti, perché non solo raccontano la costituzione della Camera di Commercio ed arti di Capitanata ma anche perché approfondiscono aspetti legati alla terra di Capitanata ed alle sue peculiarità agricole ed in particolare, nella pagina 25, un capoverso, che riportiamo,  dedicato alle coltivazioni ed ai prodotti spontanei con banchi ricchi di bietole, borragine, cicorie, finocchietti e tante altre verdure.
In quell’anno, nel 1864, al fine di sostituire la preesistente Camera Consultiva di Commercio, fu costituita, a seguito della legge del 6 luglio 1862, nella terra di Capitanata, la Camera di Commercio ed Arti. Attraverso tali documenti, la Camera di Commercio intendeva evidenziare l’evolversi ed il perfezionarsi delle tecniche e degli strumenti utilizzati per segnare le “prime file” dei miglioramenti economici industriali della provincia.
Nella Relazione si evidenziava un suolo, quello della Capitanata, che non vedeva solo generazioni di graminacee, ma anche di vite, olivo, arancio e poi del pino, dell’orno e tanti alberi da foresta, con legnami per costruzioni, mobilia e poi cotone, lino, canapa e seta, nonché una lunga serie di elementi commestibili.
Nasceva così l’esigenza di creare delle tabelle statistiche per ogni tipo di attività, per le arti, le industrie, il commercio, onde permettere agli artigiani, ai manifatturieri ed ai commercianti di poter trarre vita dalle risorse di una siffatta regione ricca di boschi, valli, convalli, pianure e, conseguentemente, con diverse zone naturali e climatologiche e tante svariate colture.
Diversi sono, infatti, i paragrafi che compongono tale relazione: “I fatti della Camera (I bilanci, le tasse, le previsioni, i nuovi istituti, la mostra industriale, le misure metriche); la Relazione – (Le coltivazione e i prodotti – i boschi, la caccia, i prodotti spontanei, l’industria manifatturiera e le arti e il commercio)”.

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