Caratterizzati i meloni salentini

Dal XVIII secolo, la coltivazione del melone nel Salento è sempre stata intensa e nel corso degli anni la produzione di questo frutto ha coinvolto un gran numero di varietà locali. Un recente studio svolto dai ricercatori dell’Università del Salento e pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale, illustra i risultati di una caratterizzazione qualitativa effettuata su cinque varietà locali di melone dolce (Cucumis melo L. subsp. melo group inodorus). I ricercatori hanno messo in evidenza le potenziali differenze nella qualità nutrizionale dei frutti di melone “Allungato”, “Scurzune”, “Egiziano”, “Minna de monaca” e “Pinto”, varietà locali coltivate esclusivamente nel Salento e studiate grazie al progetto BiodiverSO. La caratterizzazione è stata effettuata ricorrendo alla spettroscopia di risonanza magnetica nucleare, permettendo di discriminare differenze soprattutto in merito al contenuto di zuccheri, polifenoli e amminoacidi. Gli autori concludono lo studio evidenziando la possibilità di estendere l’applicazione integrata di questo metodo di analisi al fine di ridurre l’attuale tasso di erosione della biodiversità delle specie orticole pugliesi.

Girelli C.R., Accogli R., Del Coco L., Angilè F., De Bellis L., Fanizzi F.P., 2018. 1H-NMR-based metabolomic profiles of different sweet melon (Cucumis melo L.) Salento varieties: Analysis and comparison. Food Research International, 114, 81-89.

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