I Cardoncelli della Murgia barese

A tutti noi, con il nome Cardoncello, viene in mente il famoso e prelibato fungo molto richiesto dai consumatori nel periodo autunnale e non solo. Il fungo cardoncello, tipico dell’altopiano della Murgia barese, è così chiamato in quanto cresce in prossimità di cardi selvatici (genere Eryngium), di cui il fungo è un saprotrofo. Il cardoncello di cui invece parliamo in questo articolo è una pianta, lo Scolymus hispanicus. Il genere Scolymus comprende tre specie: hispanicus, grandiflorus e maculatus. Tra queste entità, nei paesi dell’altopiano della Murgia è molto apprezzata la specie S. hispanicus, poiché viene utilizzata in molti piatti tipici locali. Pianta erbacea biennale, rustica che cresce nelle terre incolte, dall’aspetto simile al cardo.
Il sig. Pietro Facendola di Altamura è riuscito nel corso degli anni a coltivare questa pianta rustica e selvatica, rilanciando la sua azienda ortofrutticola grazie alla coltivazione della pianta dei “cardungidde”, che puntualmente ogni giorno va a ruba sulle bancarelle del mercato di Altamura. Il signor Facendola autoriproduce il seme dei “cardungidde” da molti anni ormai, combattendo contro le strutture difensive della pianta stessa, costituite dai lobi fogliari spinosi, che la rendono poco gestibile per la raccolta dei semi.
La pianta dei “cardungidde” ha la forma di un cespuglietto e viene raccolta nelle sue prime fasi di crescita, o meglio quando è in fase di accestimento. Successivamente, si effettua la mondatura, col fine di eliminare le spine, per poter utilizzare le coste delle singole foglie, che rappresentano la parte edule.
Oltre ai “cardungidde”, il signor Facendola coltiva e autoriproduce da due o più generazioni la cicoria a “bacchetta”, i “mugnulicchi” di Altamura, la cipolla bianca, la bietola da coste, la cima di rapa “Minz Timb” o marzaiola di Altamura, la “seneepe” e i “cole rizze”.
I signor Facendola ha contribuito attivamente al progetto BiodiverSO, consegnando campioni dei suoi semi al team dell’istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR, in esplorazione nell’agro di Altamura.

In collaborazione con Antonio Quattromini

7 Commenti su “I Cardoncelli della Murgia barese”

    • Pietro Santamaria

      Noi non vendiamo semi o altro. È possibile trovarli dalle ditte sementiere.

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  1. Federico Di Rita

    Complimenti per l’articolo che fa conoscere una pianta selvatica gustosissima e molto versatile il cucina! Attenzione però all’informazione micologica. Il fungo cardoncello Pleurotus eryngii, prende il nome dal cardo del genere Eryngium, famiglia Apiaceae, di cui è un saprotrofo altamente specifico. Si nutre quindi degli steli legnosi della fioritura dell’eringio, e non stabilisce simbiosi con esso. Una varietà di fungo cardoncello cresce come simbionte della Ferula, altro genere molto comune nei pascoli aridi della Murgia barese, che condivide gli stessi ambienti di crescita di Eryngium campestre e Scolymus hispanicus. Quest’ultimo è un semplice abitante dei luoghi frequentati dal fungo cardoncello e dei suoi pasti obbligati, eringio e ferula.

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    • Gabriella Sonnante

      Grazie per l’importante precisazione. Il testo è stato modificato

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  2. Federico Di Rita

    Eryngium campestre e Scolymus hispanicus. Quest’ultimo è un semplice abitante dei luoghi frequentati dal fungo cardoncello e dei suoi pasti obbligati, eringio e ferula.

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  3. Vito Cancellaro

    Vi chiedo gentilmente in che mese si semina il seme della pianta del cardoncello selvatico, grazie saluti Cancellaro

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    • Pietro Santamaria

      Si tratta di una specie spontanea perennante. Fiorisce in estate. Conviene seminarla in vaso alla fine dell’inverno, ma i semi potrebbero non avere una buona germinabilità.

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