Che salsa sia!

Ogni salsa a casa nostra termina con le fatidiche parole, dette a turno, negli anni, da uno dei salsari, che in quella tornata ha segnato il traguardo particolarmente stanco:

“Questa è l’ultima volta, lo vedrete se il prossimo anno mi metto di nuovo a fare la salsa. Se la volete fare VE LA FATE VOI!!!”

“Io al massimo, mi faccio qualche bottiglia di pezzetti…”

“Ma che cos’è questa fissazione della salsa, e con il prezzo a cui sono arrivati i pomodori poi, e aggiungi la bombola, e niente è tutta l’acqua che se ne va a lavarli, e i soldi per macinarli, e il forno per riscaldare i barattoli. E la perdita di tempo. Tre giorni a svuotare casse, lavare pomodori, scolare, spostare. Che poi, mi raccomando, solo a riempire barattoli bollenti con salsa ancora più bollente…”

“Ma bisogna essere proprio fissati.”

“C’è tanta di quella salsa in giro.”

E via ad elencare le marche più note, con noi che assecondiamo vergognosamente, elencando qualità e prezzi accattivanti di ogni tipo di passata che ci viene in mente, fondando la nuova decisione sui felici e consapevoli acquisti di amici e parenti che da anni non ne fanno più, e continuano a vivere felici e in ottima salute cucinando ragù e lasagne al forno senza soffrire eccessivamente per astinenza da salsa fatta in casa.

E così via, alimentando vertiginosamente la rabbia della caposalsa che comincia ad entrare in ebollizione e a borbottare, fino a che arriva, violenta, la sua esplosione liberatoria che è quasi un nitrito…

“ Seeeeeeeeeeeeee…, tutte porcherie. Volete mettere questa salsa con quella, che non sapete neanche da dove li prendono i pomodori!”

“Anzi ve lo dico io, dove li prendono i pomodori: dalla Cina arrivano i pomodori.”

“I cinesi fanno i soldi e voi vi mangiate salsa cinese. E ben vi sta! Con tutti i trattamenti che gli mettono dentro per conservarli. Che lì non è che ci sono regole!”

Per continuare in tono più sommesso…

“Che me ne importa. Ve la vedete voi. Voi ve la mangiate. Mi dispiace solo per quei poveri figli … (che di solito sono i nostri figli e i suoi nipoti), che gli fate mangiare porcherie, schifezze, il veleno! Vergognatevi. Andate, andate nei supermercati a comprarvi la salsa, che la domenica quando ve ne venite a mangiare a casa, lo so io che salsa vi faccio trovare! Ancora vi aspettate di mangiare la salsa mia!”

Per cui, innanzi ad argomenti così convincenti e a salvaguardia della salute dei nostri figli, nei secoli dei secoli, che salsa sia!

(a seguire, in sequenza, “Avrei potuto aprire gli occhi in qualsiasi altro posto, ma sono nata in Puglia…” viaggio nella tradizione della salsa)

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