Cresce l’interesse per le varietà di carciofo risanate

Gli studenti dei corsi di studio delle laurea magistrali in Medicina delle piante e Gestione sostenibile dei sistemi rurali mediterranei dell’Università di Bari Aldo Moro hanno visitato il vivaio dei fratelli Corrado, a Torre Santa Susanna, in provincia di Brindisi, specializzato nella produzione e commercializzazione di piante di carciofo Brindisino risanate dai due virus ritenuti più diffusi e difficili da diagnosticare, a causa della frequente mancanza di sintomatologia specifica.

In tutte le varietà di carciofo presenti in Puglia sono presenti Artichoke Italian latent virus (AILV) e Artichoke latent virus (ArLV), singolarmente o, più spesso, in infezione mista, che riducono la produttività delle carciofaie. Un altro patogeno, il fungo tracheomicotico Verticillium dahliae, ha distrutto in passato le carciofaie di Mola di Bari e sta creando grossi problemi in tutte le aree cinaricole del sud Italia.

Gli studenti hanno visitato le serre del Vivaio Corrado dove sono allevate le cosiddette “fonti primarie”, le piante risanate allevate in vaso, da cui vengono prelevati i carducci per produrre nuove piante, le piante da cui vengono staccati i carducci da trapiantare e i carducci da commercializzare allevati in contenitori alveolati da 84 fori.

Nelle serre sono presenti carducci di età diversa che vengono periodicamente selezionati e lavorati per fare irrobustire la pianta e prepararla al trapianto. Quest’ultimo viene eseguito a luglio e consente di ottenere una carciofaia vigorosa e produttiva con capolini che possono essere raccolti per tutto l’autunno, l’inverno e la primavera, con una buona produzione di coda di carciofini da destinare all’industria.

Attualmente il vivaio sta preparando nuovi ambienti per ospitare le piante risanate di altre varietà locali di carciofo pugliese: “Locale di Mola”, “Francesino”, “Verde di Putignano”, Violetto di Putignano”, “Bianco di Taranto” e “Centofoglie di Rutigliano”. L’attività di risanamento avviene presso le strutture dell’Istituto per la Protezione sostenibile delle Piante del CNR, ubicate presso il Dipartimento di Scienze del Suolo della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari, sotto la guida del prof. Donato Gallittelli, e rientrano nel progetto finanziato dalla Regione Puglia “Biodiversità delle specie orticole della Puglia” (BiodiverSO).

La visita degli studenti, accompagnati dai docenti Angelo Signore e Pietro Santamaria e dal dott. Beniamino Leoni, si è conclusa a Mesagne, in una carciofaia di “Brindisino” risanato, dove è stato possibile verificare la sanità e la produttività del carciofo risanato, per il quale i fratelli Corrado suggeriscono di utilizzare una distanza tra le piante maggiore di quella che viene utilizzata normalmente, per dare alla pianta la possibilità di estrinsecare le sue potenzialità.

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