Abbiamo già parlato della “pric o prac”, una conserva a base di peperoni tipica della cucina tradizi…


Abbiamo già parlato della “pric o prac”, una conserva a base di peperoni tipica della cucina tradizionale pugliese. Il suo singolare nome non è altro che l’onomatopea del suono che producono le forbici mentre tagliano i peperoni a pezzettini, o a listarelle, appunto “pric, prac”.
Come ci informa Puma conserve sul suo sito, la produzione e il consumo di questa conserva, storicamente diffusa a Molfetta e a Giovinazzo (che se ne contendono la paternità), nascono dall’esigenza di conservare le verdure disponibili in abbondanza nella stagione estiva per farne scorta in vista dell’inverno, in nome di una cucina semplice e genuina che anticamente si basava sui soli frutti della terra, spesso gli unici disponibili a buon mercato.
Solitamente è il tardo periodo estivo il più indicato per la produzione della “pric o prac”, proprio perché tra le tante varietà esistenti, i peperoni di fine stagione sono i più carnosi e un po’ meno acquosi.
Una nostra attenta amica ci ha segnalato che anche a Martina Franca (e in altri comuni della Valle d’Itria) si prepara e consuma la stessa conserva; solo che in Valle d’Itria la chiamano “plic e plac”.
Ecco la ricetta della nostra amica: 10 kg circa di peperoni “Corna di toro”, 2 belle piante di sedano, un paio di peperoni piccanti (piccantezza media), sale q.b. e mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva.
Si raccolgono i peperoni e si fanno stare al sole un paio di giorni (per disidratarli un po’); dopo si lavano per bene e si tagliano a listarelle, privandoli dei semi, e poi a tocchettini di circa un centimetro; si unisce il sedano tritato. In un pentolone dove normalmente si cuociono le marmellate si ricopre il fondo con l’olio e quindi vi si riversano i peperoni (anche i piccanti) ed il sedano e si accende il fuoco. Si lasciano cuocere fino a quando non hanno la stessa consistenza di una marmellata (circa 3/4 d’ora). Sterilizzare i vasetti e riempirli di “plic e plac” e farli nuovamente pastorizzare.






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