Agli inizi del secolo scorso l’irrigazione veniva praticata estraendo l’acqua dai pozzi con secchi a bilanciere con cui si riempiva una piccola vasca ai piedi del pozzo stesso. Da questa vasca l’acqua veniva prelevata con le “quartare”, recipienti di creta di fabbricazione locale della capacità di 10-12 litri, e versata nei “quadri”, cioè nei singoli appezzamenti. In media un operaio irrigava con la “quartara” 75 mq in un’ora lavorativa impiegando circa 1500 litri di acqua.
Nella foto, Matteo Schiavone ci mostra la sua quartara.
In altre situazioni, con maggiore disponibilità di acqua, l’estrazione dell’acqua veniva eseguita di solito con le norie a trazione animale, in genere equini. L’acqua, per opportuna disposizione della canalizzazione dei “quadri”, andava direttamente nei solchi, oppure finiva nei fossi dai quali si prelevava con le “quartare”. (tratto da Francesco Trotta, Gli orti di Lucera, 1934)





Ho visto un orto con quella canalizzazione a Monopoli. Bellissimo e ancora in funzione. :)