Buon 1° maggio a chi lavora e a chi un lavoro non lo ha, nonostante la nostra sia una nazione fondata sul lavoro (ma quale? E per quante ore? E con quale riconoscimento?).
Il 1° maggio oggi lo festeggiamo con due post. Uno sulle mani dei contadini (con un proverbio e una poesia) e l’altro sulla consuetudine di mangiare, oggi, fave e pecorino.
Zappa mia puttana,
m’indolentisci tutte le mani,
se tu fossi gradita
ti adopererebbero i padroni.
Fonte: “La sapienza del nostro popolo nei proverbi” (pagina 16 e 17 della rivista “Il rubastino : periodico bimestrale de la Pro loco di Ruvo” del 1971 n. 3, lug.-ago., fasc. 4) – vedi https://biodiversitapuglia.it/la-sapienza-del-nostro-popolo-nei-proverbi/
Mani di contadino di Pablo Neruda (http://www.antoniogiannotti.it)
Mani rozze ed oneste. Mani buone
che nel pomeriggio si addormentano miracolose
sotto l’influsso della luna piena
benedicendo i seni della moglie.
E si addormentano stanche del lavoro vinto
rudemente – in silenzio – come sotto l’incantesimo
di avere nei muscoli rosa indurite
di avere coltivato molto ed avere seminato tanto!
Santificate siano in ogni litania:
ci danno il grano d’oro ed il pane di ogni giorno
e seguono i precetti che dette loro il Signore.
Dovrebbero riempirle di fiori e di gemme,
Risate di contadino che sono tutto un poema
in cui i versi odorano di terra e sudore!



Buon 1 Maggio a tutti sperando in un futuro per tutti migliore.