Conservare a lungo la Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti è sempre stato un obiettivo degli estim…



Conservare a lungo la Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti è sempre stato un obiettivo degli estimatori dei bulbi di questa antica varietà locale. I soci del Consorzio di promozione tutela e valorizzazione della Cipolla rossa di Acquaviva ci hanno raccontato che in passato i bulbi venivano conservati in trecce realizzate con l’avena selvatica. Il presidente del Consorzio, Giuseppe Losito, e Nino Montrone ci mostrano come veniva conservata la Cipolla di Acquaviva per mantenere a lungo gli spessi catafilli rossi.
Le cipolle venivano conservate facendo uso dell’avena selvatica (“vastard”, Avena fatua L.), tipica pianta infestante.
L’avena veniva inumidita e intrecciata tra le foglie delle cipolle. In questo modo si realizzavano le serte: grosse trecce di lunghezza variabile che potevano essere appese.
Questa testimonianza è stata raccolta da Piero Racano: https://biodiversitapuglia.it/le-serte-cipolla-lavena-vastard/



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