Giosue Carducci scriveva “L’immortale fiore di amaranto”, forse in seguito ad una particolare propri…


Giosue Carducci scriveva “L’immortale fiore di amaranto”, forse in seguito ad una particolare proprietà della specie: le piante che sembrano secche, con un po’ di acqua, tornano a vivere.
L’amaranto comune (Amaranthus retoflexus L.) è una specie infestante molto diffusa nei nostri coltivi. Avendo un ciclo primaverile-estivo, si raccoglie in questo periodo e, alla stregua degli spinaci, può essere utilizzato per risotti e per ripieni di torte salate.
I semi possono essere triturati per ottenere una farina molto proteica, che può essere usata in miscela con quella di altri cereali.
Attenzione però a non confondere l’amaranto con l’erba morella (Solanum nigrum L.), nota per la sua elevata tossicità a causa dell’elevato contenuto di solanina.
Il caratteristico colore rossastro tipico della pagina inferiore delle foglie e delle radici, nonché l’infiorescenza a pannocchia, consentono un facile riconoscimento dell’amaranto. Le giovanissime foglie vengono anche utilizzate crude in insalata ma se ne sconsiglia l’uso a causa della grande quantità di nitrati che è in grado di accumulare e che vengono normalmente disciolti in bollitura.








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