Il nome è già una delizia: Cimamarelle (l’ultima “e” è muta) in provincia di Foggia, Cimamaredde a T…


Il nome è già una delizia: Cimamarelle (l’ultima “e” è muta) in provincia di Foggia, Cimamaredde a Taranto, Cima maredde nel Salento. Si tratta della Sinapis arvensis L.. Le cime (le infiorescenze) e le foglie vengono lessate e, insaporite con condimenti piccanti, saltate in padella con la pasta (con olio d’oliva extravergine in cui si è fatto soffriggere aglio, peperoncino e mollica di pane casereccio molto raffermo). La si rinviene inselvatichita un po’ dappertutto, nei campi incolti e ai margini di quelli coltivati, dalla pianura alla collina. Si utilizzano anche i semi maturi essiccati. È l’elemento essenziale della nota salsa piccante che si aggiunge a piatti di carne o pesce. Secondo alcuni, le Cimamarelle sono più gustose dei Marasciule.
È la senape nera!




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6 Commenti su “Il nome è già una delizia: Cimamarelle (l’ultima “e” è muta) in provincia di Foggia, Cimamaredde a T…”

  1. Somigliano alle cime di rape, credo, ma costano molto meno!!!!Se le troverò le assaggeremo……..

  2. In sicilia sono “amareddi” somigliano molto ai “cauliceddi” ma la “sinapa” è un altra cosa, tutte e tre con fiore giallo, tutte e tre la stessa famiglia ma periodo di raccolta diverso, sinapa si inizia a novembre per 4-5mesi, cauliceddi da ottobre a marzo, amareddi inizio febraio per 3mesi circa

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