Maria Abbondanza Siciliano, 65 anni, di Ortelle (Lecce), coltiva una varietà di pomodoro da serbo da almeno 40 anni. Ora è in pensione e insieme al marito Biagio sono tornati alla terra, non volendo lasciare abbandonati terreni e strumenti ricevuti in eredità.
La signora Maria Abbondanza ha ripreso a coltivare i terreni ricercando semi autoctoni presso i contadini della zona. Per lei tornare a lavorare i campi è stata una riscoperta di ricordi, di varietà e di rimpianti per non essere riuscita a recuperare nessun seme delle coltivazioni del padre e che lei mangiava con tanto gusto. Tra gli ortaggi che riaffiorano nei suoi ricordi ci sono i pomodori invernali: è affascinata dal fatto che questo pomodoro resiste tutto l’inverno, lo ha sempre a portata di mano quando cucina, è un pomodoro con un gusto fresco e dolce. Quando deve fare una piccola merenda bagna una frisella e ci mette sopra il pomodoro e un filo di buon olio extravergine autoprodotto ed è sicura di cosa ha mangiato. Ma c’è un’altra cosa che la lega al pomodoro, vale a dire il ricordo di sua madre che voleva mangiare “pane e pimmidoro” una ricetta semplice ma gustosissima.
Per Abbondanza i semi sono come figli, bisogna farli nascere, crescere, accudire e tenere per poterli tramandare alle generazioni future. Questo si percepisce dalla sua libreria, che è come una cassaforte nella quale custodisce, insieme ai libri, i barattoli con tante varietà di semi.
Segnalateci altri Biopatriarchi. Per saperne di più su Maria Abbondanza e i Biopatriarchi leggi le loro storie qui: https://biodiversitapuglia.it/articoli/biopatriarchi/





Che meraviglia. È vero, i semi sono come figli.
Conosco questo tipo di pomodoro,anche in Abruzzo zone di lago di Bomba viene coltivato dai contadini….
Biomatriarca!
Se posso: c’è modo di contattare la signora per scambiare dei semi?
Complimenti