Oggi vi proponiamo un indovinello in tre versioni dialettali pugliesi, con la relativa traduzione. …

Oggi vi proponiamo un indovinello in tre versioni dialettali pugliesi, con la relativa traduzione.
Gli indovinelli sono caduti un po' in disuso. In passato erano molto utilizzati, anche per acuire l'ingegno.
I testi sono tratti dal libro di Luigi Sada "Indovinelli equivoci pugliesi in cucina" del 1974.
La prima versione è comune a Salve (provincia di Lecce):
Tegnu na cosa ca è tanta tanta
e cu lu pilu comu a nna manta.
Traduzione:
Ho una cosa che è tanto (lunga)
e con il pelo come una coperta di lana.

La seconda è di Martina Franca (TA):
Stè na pecciulédde
sope na scalédde,
s'alze a ciacchetédde
e pére a pelusédde.
Traduzione:
Sta una giovinetta
sopra una scaletta,
s'alza la gonnella
e appare il pelosetto.

L'ultima proviene da Racale (LE):
Sciei a intu na chisuredda
e cchjai na carusedda;
la vitti, la tantai:
era pilusu e la lassai.
Traduzione:
Andai in un campo chiuso
e trovai una giovinetta;
glielo vidi, glielo tastai:
era peloso e lo lascia.
Che cos’è?
La soluzione ve la daremo più tardi…



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