Questi semi di pisello, che si consumano come ortaggio fresco e come legume secco, mostrano un’evidente variabilità genetica, che si manifesta nella loro forma, dimensione e colore. Sono dell’antica varietà di Pisello di Monteiasi (TA). Dopo una serie di ricerche sul campo, Aldo Galeano, Presidente dell’associazione di volontariato “Gruppo Anonimo ’74” di Monteiasi è riuscito a rintracciarli e a donarli all’Istituto di Bioscienze e BioRisorse (IBBR) del CNR. I semi di questa antica varietà sono più piccoli rispetto a quelli delle varietà commerciali ma, come ci assicura lo stesso Presidente, di consistenza più tenera e di gusto molto più dolce e saporito. Al pari delle altre varietà tradizionali di piselli salentini, come il Pisello riccio di Sannicola, il Pisello nano di Zollino e il Pisello di Vitigliano, quello di Monteiasi è stato un tempo ampiamente coltivato ed utilizzato in tutte le case per preparare squisite pietanze. Il campione reperito in quest’area del tarantino verrà sottoposto ad una serie di osservazioni ed analisi presso l’IBBR.

