Sono passati tanti anni da quando ho conosciuto il tortarello… cena a casa di amici in una calda sera estiva. Lui era là, mimetizzato tra i suoi “colleghi” cetrioli a formare il “sopratavola”, un mix di verdure fresche di stagione che in altre circostanze sarebbe stato chiamato “cruditè”. Volevo scansarlo perché lo ritenevo alla stessa stregua del cetriolo, invadente; avevo il pre-concetto che a distanza di qualche ora dalla cena si sarebbe “riproposto”, rendendo la digestione del lauto pasto come una vera battaglia! Ma fui invitato calorosamente ad assaggiarlo e, dopo qualche tentennamento e forti rassicurazioni, decisi di concedermi alla degustazione tentando la sorte dell’incerto effetto post-prandiale. I tortarelli erano buonissimi, per nulla amarognoli e, cosa molto importante, si sono dimostrati digeribilissimi.
Tempo dopo sono venuto a conoscenza del fatto che il tortarello (Cucumis melo L. subsp. melo var. flexuosus L. Naudin), come il carosello e il barattiere, è una cucurbitacea appartenente alla stessa specie dei meloni e non dei cetrioli (Cucumis sativus L.). E questa sua prerogativa è alla base dell’assenza di quei composti che nel cetriolo possono determinare il sapore amaro e rendere la digestione più difficile.
Recentemente, il tortarello pugliese è stato inserito nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali in virtù della sua remota tradizionalità di produzione attestata, oltre che da una conoscenza orale che si tramanda di generazione in generazione, anche da inconfutabili prove documentai risalenti ad oltre 25 anni fa.


Interessante……Non conoscevo…X il prossimo anno cercherò i semi…..👍👍👍👏👏👏