Stiamo caratterizzando anche le cime della pianta della fava (Vicia faba L.). Voi le mangiate? Nella…


Stiamo caratterizzando anche le cime della pianta della fava (Vicia faba L.). Voi le mangiate? Nella tradizione pugliese, della fava si mangiano anche gli apici della pianta, lunghi da 5-10 cm. Si ottengono a seguito del processo di cimatura, pratica molto antica a cui gli orticoltori attribuiscono diversi vantaggi (arresto dell’accrescimento degli steli della pianta, aumento del numero di baccelli, maggiore precocità e peso dei baccelli, riduzione delle colonie di afidi che generalmente si annidano all’apice delle piante).
A seguito di indagini storico-bibliografiche è emerso l’utilizzo alimentare delle cime di fava, sia allo stato fresco, per la preparazione di insalate (a Bari li mangiano aggiunti all’insalata di stagione o con pomodorini e cipolla), sia come ortaggio cotto previa bollitura.
Nel Gargano l’utilizzo delle foglie di fava è ancora diffuso soprattutto a Carpino, comune famoso per la presenza e la bontà della varietà autoctona di fava.
BiodiverSO punta a descrivere un ampio profilo qualitativo-nutrizionale delle cime di fava. Senza tralasciare il significato di quella macchiolina nera che si nota nelle foto. L’avevi notata? Se ne vuoi sapere di più, torna a visitarci domani.






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6 Commenti su “Stiamo caratterizzando anche le cime della pianta della fava (Vicia faba L.). Voi le mangiate? Nella…”

  1. Sicchè : ho tagliato un po’ di “apici”, ho preso pure qualche foglia di rughetta che non m’ero accorta, qualche apicione di sedano screscitato e ho fatto lansalata + pezzetti di arancia, cipollina, aulive e chiapparielli. Mi son dimenticata la menta, ma ci ho fatto un post a voi dedicato :D

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