Stiamo caratterizzando anche le cime della pianta della fava (Vicia faba L.). Voi le mangiate? Nella tradizione pugliese, della fava si mangiano anche gli apici della pianta, lunghi da 5-10 cm. Si ottengono a seguito del processo di cimatura, pratica molto antica a cui gli orticoltori attribuiscono diversi vantaggi (arresto dell’accrescimento degli steli della pianta, aumento del numero di baccelli, maggiore precocità e peso dei baccelli, riduzione delle colonie di afidi che generalmente si annidano all’apice delle piante).
A seguito di indagini storico-bibliografiche è emerso l’utilizzo alimentare delle cime di fava, sia allo stato fresco, per la preparazione di insalate (a Bari li mangiano aggiunti all’insalata di stagione o con pomodorini e cipolla), sia come ortaggio cotto previa bollitura.
Nel Gargano l’utilizzo delle foglie di fava è ancora diffuso soprattutto a Carpino, comune famoso per la presenza e la bontà della varietà autoctona di fava.
BiodiverSO punta a descrivere un ampio profilo qualitativo-nutrizionale delle cime di fava. Senza tralasciare il significato di quella macchiolina nera che si nota nelle foto. L’avevi notata? Se ne vuoi sapere di più, torna a visitarci domani.





Buonissime!!!!
Francesca
La mia insalata di ieri
Qualcuno cucina anche i baccelli
Sicchè : ho tagliato un po’ di “apici”, ho preso pure qualche foglia di rughetta che non m’ero accorta, qualche apicione di sedano screscitato e ho fatto lansalata + pezzetti di arancia, cipollina, aulive e chiapparielli. Mi son dimenticata la menta, ma ci ho fatto un post a voi dedicato :D
sapete dirmi come si prepara la sporchia sott’olio .grazie