Tra le antiche varietà locali della nostra regione, rischiava l’estinzione anche la “Cima di Cola”. È un cavolfiore con “testa” verde, a palla, abbastanza soffice. Contiene molti solfati e glucosinolati, composti con spiccata attività funzionale per il nostro organismo. Lo si nota anche durante la cottura, per il forte e sgradevole odore che sprigiona. Le tradizionali cultivar italiane sono oggetto di studio e soprattutto sono tra le più importanti fonti di caratteri utili al miglioramento genetico per arricchire i piatti di colori (bianchi, verdi, viola e in futuro arancioni) nonché di forme, sapori, compattezza della testa e calendari produttivi. BiodiverSO ha caratterizzato anche la composizione dei glucosinolati di questa antica varietà.




É buonissima con gli spaghetti.