V’è un gruppo di cavoli che si possono chiamare senza testa. A differenza degli altri, essi non sono coltivati cioè per l’infiorescenza o il “cappuccio”, ma solamente per le foglie; sono indicati anche nei cataloghi col nome di “cavoli non globosi” o cavoli da foglie. Ma se loro sono senza testa, hanno la testa bene a posto invece gli ortolani che li coltivano; essi, infatti, costituiscono un ottimo cibo, offrono un raccolto che si prolunga assai, staccando le foglie esterne man mano che sono sviluppate, anche nel pieno inverno.
A questo gruppo appartengono i Cavoli ricciuti o variegati, che per i riflessi rosa e azzurri del fogliame bolloso e ricciuto possono essere considerati anche piante ornamentali.
Quello che avete letto è ciò che scrisse Angiolo Del Lungo nel libro “40 ortaggi poco noti” del 1942. Le foto sono invece nostre e riproducono il cavolo riccio, un cavolo senza testa, ma ottiimo come sanno gli agricoltori di tutti i comuni della provincia di Bari, dove è noto come “Cole rizze” (Cavolo riccio, con la “e” muta).




… non si trova in giro però!
Come si cucina solo bollito e condito con olio?
Belli e buoni e durano molto nell’orto! Seminati questa primavera sono ancora li’. Ma sono difficili da cuocere! Molto duri.
Noi a Potenza li chiamiamo cavoletti
Anche io li coltivo, ma non riesco a caricare le foto..