I “Paparul a cor” del Biopatriarca Antonio Mangione

Il genere Capsicum porta con sé una variabilità genetica che influenza forma e colore dei frutti. Infatti, i peperoni possono variare dalle forme a cornetto, a corno, tonda, fino ai classici quadrati molto presenti sui mercati ortofrutticoli, mentre i colori che caratterizzano i frutti allo stadio di maturazione possono variare dal verde, al giallo ed infine al rosso.
Il mix tra queste due variabili del genere Capsicum, porta alla creazione in natura di forme particolari che possono rievocare nella mente di chi coltiva, raccoglie, vende o semplicemente osserva il frutto, altri oggetti già visti in precedenza in altri contesti. Questo è il caso del biopatriarca Mangione Antonio, un esperto e veterano agricoltore incontrato dal team dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR) del CNR nell’agro di Gravina in Puglia. Specializzato nella produzione di ortaggi, alla rispettabile età di 73 anni, e nonostante i vari acciacchi della vita, Antonio non disdegna mai di continuare a coltivare i suoi ortaggi, gelosamente autoriprodotti fin da ragazzo.
Una delle piante a cui il signor Mangione dedica più cure e più attenzione è sicuramente il suo peperone, denominato “PAPARUL A COR” (peperone a cuore), che come detto in precedenza rievoca a tutti gli effetti la forma di un cuore, messa in maggior evidenza dalla colorazione rossa del frutto.
Si tratta di un peperone dolce, che il signor Antonio consuma in cucina solitamente come ripieno, ma ciò non impedisce di poterlo utilizzare con una qualsiasi altra ricetta di cucina.
Il signor Antonio ha raccontato come questa varietà di peperone sia molto produttiva, infatti nel campo erano presenti piante cariche di frutti, che avevano anche un bell’aspetto da un punto di vista ornamentale e decorativo.
Il semenzaio, secondo l’esperienza in campo del signor Antonio e prendendo come riferimento l’areale di coltivazione di Gravina in Puglia, va effettuato solitamente durante il mese di marzo, con la semina nei plateau alveolati, per poi effettuare il trapianto verso la fine di aprile, con la pianta che inizia la fruttificazione ad agosto e termina il suo ciclo vitale con l’avvento delle basse temperature autunnali.

In collaborazione con Antonio Quattromini

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