Sono a buon punto le attività di risanamento del carciofo

I virus sono delle entità infettive submicroscopiche (non si vedono ad occhio nudo e neppure con i normali microscopi) che inducono malattie anche gravi in un gran numero di piante coltivate. Premesso che i virus che infettano le piante non sono patogeni né per l’uomo né per gli animali, non si può ignorare che tali infezioni influenzano negativamente tanto la quantità quanto la qualità delle produzioni. Nel caso del carciofo, pianta già naturalmente ricca di sostanze fenoliche e quindi soggetta a rapidi processi ossidativi, la presenza di infezioni virali esalta questa caratteristica con il risultato che i capolini di piante infette si ossidano con maggiore facilità. Le sostanze fenoliche sono coinvolte nei processi di difesa delle piante da agenti patogeni ed è quindi logico che piante infette siano particolarmente ricche di tali sostanze.

Sono 25 le specie virali che infettano il carciofo ma di queste solo una decina sono le più importanti. Poiché la moltiplicazione del carciofo avviene tradizionalmente con carducci, è chiaro che se tale materiale è prelevato da una pianta infetta e messo a dimora, anche la pianta della nuova carciofaia sarà infetta. Questo avviene perché le infezioni da virus in carciofo sono, in genere, sono prive di sintomi evidenti, per cui gli agricoltori non possono selezionare con certezza le piante sane da destinare ai nuovi impianti. È difficile trovare in campo piante di carciofo prive di infezioni virali; così la coltura è andata incontro a deperimenti qualitativi e produttivi che la rendono sempre meno conveniente dal punto di vista economico.

Non è possibile una lotta diretta contro i virus, del tipo di quella che si attua contro gli insetti o i funghi, per intendersi. Si può invece agire in modo preventivo, ad esempio, attraverso il risanamento, così da usare materiale sicuramente sano per i nuovi impianti. Questa strada è stata già provata con successo con il Carciofo brindisino’ del quale sono già disponibili cloni sicuramente sani ed il cui comportamento in campo è di gran lunga superiore a quello delle piante non risanate della stessa varietà.

Nel progetto BiodiverSO, la Società Agricola Fratelli Corrado, in qualità di Partner,  grazie al precedente progetto di risanamento del ‘Carciofo brindisino’ (le cui piante risanate sono già in commercio con ottimi risultati), si occupa del risanamento delle seguenti varietà di carciofo: ‘Locale di Mola’, ‘Francesina’ o ‘Violetto di Brindisi’ e ‘Bianco di Taranto’, raccolte e poste in conservazione presso le strutture del Partner. Come previsto nel Progetto BiodiverSO, l’accertamento dello stato fitosanitario delle piante raccolte e poste in conservazione e la successiva attività di risanamento sono stati commissionati all’Istituto di Virologia Vegetale del CNR di Bari che vanta consolidata esperienza pluriennale nel risanamento da infezioni virali di vite, olivo e specie fruttifere di pregio. La condizione fitosanitaria delle piante è stata accertata mediante “ibridazione a macchia” che ha rivelato infezioni, spesso miste, di Artichoke latent virus (ArLV) e Artichoke Italian latent virus (AILV). Pertanto si è proceduto al prelievo dell’apice meristematico ed alla sua coltura; attualmente sono disponibili sette presunti cloni di ‘Bianco di Taranto’, sette presunti cloni di ‘Francesina’ e cinque presunti cloni di ‘Locale di Mola’. Tali espianti derivanti da apice meristematico saranno sottoposti a termoterapia e successivo nuovo prelievo di apice meristematico. Tale doppio trattamento è necessario perché non tutti i virus possono essere eliminati con la sola coltura di apice meristematico o con la sola termoterapia.

Immagini inerenti al Progetto di Risanamento di alcune varietà di carciofo.

 

Accertamento dello stato fitosanitario dei carducci mediante la tecnica della ibridazione a macchia. Le macchie di colore nero indicano positività alla presenza del virus.
Accertamento dello stato fitosanitario dei carducci mediante la tecnica della ibridazione a macchia. Le macchie di colore nero indicano positività alla presenza del virus.
Carducci della varietà 'Bianco di Taranto' trapiantati in vaso e posti in conservazione per l'attività di risanamento.
Carducci della varietà ‘Bianco di Taranto’ trapiantati in vaso e posti in conservazione per l’attività di risanamento.

Carducci della varietà 'Locale di Mola' trapiantati in vaso e posti in conservazione per l'attività di risanamento.
Carducci della varietà ‘Locale di Mola’ trapiantati in vaso e posti in conservazione per l’attività di risanamento.
Carducci della varietà 'Locale di Mola' trapiantati in vaso e posti in conservazione per l'attività di risanamento.
Carducci della varietà ‘Locale di Mola’ trapiantati in vaso e posti in conservazione per l’attività di risanamento.

Prelievo di apice meristematico di carciofo allo stereomicroscopio.
Prelievo di apice meristematico di carciofo allo stereomicroscopio.
Trasferimento dell'apice prelevato su substrato colturale (vasetto a destra dell'operatore).
Trasferimento dell’apice prelevato su substrato colturale (vasetto a destra dell’operatore).

 

Rigenerazioni di espianti di apice meristematico di carciofo su substrato colturale.
Rigenerazioni di espianti di apice meristematico di carciofo su substrato colturale.

 


In allegato un interessante approfondimento sul Risanamento del Carciofo.

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