La conservazione in situ di varietà orticole pugliesi presso l’azienda Bio&Sisto

Nell’ambito del progetto BiodiverSO, l’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR (IBBR-CNR) ha stipulato un contratto di conservazione in situ con l’azienda agricola Bio&Sisto.

Si tratta di una giovane azienda agricola pugliese situata in contrada Tortorella, una delle tante amene contrade di Monopoli che si affacciano ad una quota di 350 metri sul livello del mare, appena oltre la catena di colline parallele alla linea di costa. Costituita da circa 17,5 ha di campi coltivati, questa azienda è caratterizzata da una gestione biologica delle colture e da un particolare interesse per la tutela e la coltivazione di varietà della tradizione locale.

Il contratto di conservazione in situ prevede all’interno dell’azienda un’area di coltivazione pari a 0,5 ha di superficie, destinati al mantenimento di nove varietà orticole locali pugliesi. Il contratto ha una durata di 5 anni, durante i quali l’azienda è tenuta a fornire a IBBR-CNR una quantità utile di semi per la successiva fase di caratterizzazione e conservazione, oltre a comunicare con anticipo i periodi di semina e raccolta di ogni singola varietà coltivata prevista nello stesso contratto.

Le varietà/specie che verranno coltivate dall’azienda Bio&Sisto per i prossimi 5 anni sono:

  • Cima di rapa fasanese novantina
  • Cima di rapa fasanese sessantina
  • Cima di rapa fasanese centoventina
  • Cavolo riccio
  • Zucca nostrana
  • Fava barese
  • Fagiolino pinto
  • Rucola
  • Ruchetta

Le varietà di rape fasanesi (60ina, 90ina e 120ina), conosciute ed apprezzate per il loro sapore e per essere annoverate tra le colture orticole di pregio del contiguo areale dell’agro di Fasano, appartengono alla tradizione locale, così come il cavolo riccio, non altrettanto diffuso, ma comunque apprezzatissimo dalle popolazioni locali. Lo stesso discorso vale per alcuni legumi per consumo fresco, tra cui emerge una varietà locale di fagiolino pinto. I semi di tutte queste varietà sono state recuperate anni addietro grazie ad alcuni agronomi del posto e da allora in poi autoprodotti e conservati con cura dalla stessa azienda Bio&Sisto. Fanno eccezione la “fava barese”, che è stata donata da uno degli operai che lavora in azienda, e alcune vecchie varietà locali di zucche, i cui semi sono stati reperiti dal vicinato: una varietà di zucca nostrana di forma tondeggiante e di medie dimensioni (Cucurbita moschata) ed una appartenente ad un genere completamente diverso e molto più antico, detta “legionaria” (Lagenaria siceraria), dalla forma stretta e lunga e che sembrava ormai essere quasi scomparsa dall’uso culinario nella zona circostante. Sono oggetto di produzione e conservazione anche la rucola (Eruca sativa), anch’essa una coltura diffusa sino a qualche decennio fa ed ora a rischio estinzione, e la ruchetta selvatica (Diplotaxis tenuifolia) il cui seme viene conservato per essere riseminato ciclicamente, e che si differenzia nettamente per sapore più spiccato e piccantezza più marcata, rispetto a quella ormai domesticata e diffusa nelle grandi catene di distribuzione.

 

In collaborazione con Salvatore Cifarelli, Anita Morgese, Francesco Losavio, Giuseppe Sonnante, Antonio Quattromini

 

Lascia un Commento

XHTML: Puoi usare questi tag: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

« Back