Le melanzane tradizionali pugliesi

La melanzana (Solanum melongena) è una specie appartenente alla famiglia delle Solanaceae, di origine asiatica, molto diffusa nel nostro territorio, dove viene considerata come pianta stagionale, poiché soffre le basse temperature, mentre nel suo ambiente originario, in cui si presentano le condizioni climatiche idonee, si comporta come pianta perenne.

L’Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR ha reperito i semi di tre varietà tradizionali di melanzana nel territorio pugliese: una varietà “Lunga locale”, la “Marangiana” di Zollino (LE) e la melanzana “Nostrana” o “Barese”, quest’ultima non ancora caratterizzata in quanto i semi sono stati ottenuti in autunno.

I semi delle prime due varietà locali sono stati seminati in plateau alveolati nel mese di aprile 2016, per poi effettuare il trapianto in piena terra, circa 40 giorni dopo la semina.

Le due varietà in questione sono state coltivate con l’obiettivo di effettuare la caratterizzazione morfo-agronomica e moltiplicare il seme ricevuto dagli agricoltori.

Dai dati raccolti emergono delle sostanziali differenze tra le due varietà caratterizzate; infatti mentre la pianta della melanzana “Lunga locale” ha un portamento semi-eretto, la “Marangiana” di Zollino si differenzia per un portamento totalmente eretto. La pigmentazione antocianica dello stelo nella “Lunga locale” presenta un’intensità media, mentre nella “Marangiana” la pigmentazione è molto più marcata. Un’altra significativa differenza tra le piante delle due varietà di melanzana è rappresentata dalla lobatura fogliare; infatti, mentre la “Lunga locale” non presenta nessun tipo di sinuosità, nella “Marangiana” la sinuosità è presente, seppur in maniera debole.

Per quanto concerne i frutti, la melanzana “Lunga locale”, presenta la classica forma piriforme, mentre nella “Marangiana”, i frutti assumono una forma globosa. Il colore dei frutti per entrambi è il violetto più o meno scuro. Inoltre, i frutti della “Marangiana” sono caratterizzati da costolature, che non sono presenti nella “Lunga locale”. Infine, il calice della “Marangiana” presenta una certa spinosità, assente sulla “Lunga locale”.

In collaborazione con Paolo Di Renzo, Antonio Quattromini, Salvatore Cifarelli

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