I peperoni di Gravina in Puglia

Durante una delle tante esplorazioni sul territorio regionale effettuate dal team dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR) del CNR, alla ricerca di germoplasma nell’agro di Gravina in Puglia, l’attenzione degli esploratori è stata catturata da una vasta coltivazione di peperoni (Capsicum annuum).

Ci troviamo esattamente presso la contrada “Annunziatella”, situata a ridosso del torrente Gravina e di conseguenza zona particolarmente vocata per la coltivazione di ortaggi.
Approfittando della presenza dell’agricoltore in campo, abbiamo colto l’occasione per fare una chiacchierata in merito ai peperoni coltivati, scoprendo piacevoli sorprese.
L’azienda agricola di Michele Dambrosio coltiva da più di 30 anni delle varietà locali di peperoni dolci e peperoncini, molto apprezzate e richieste a livello locale.
In particolare, le varietà tradizionali di peperone da lui coltivate sono tre:

1. PAPECCHIA DI GRAVINA
2. CORNETTO DI GRAVINA
3. DIAVOLICCHI DI GRAVINA

La varietà “papecchia” consiste in un peperone tondo dolce, di piccola pezzatura, utilizzato in cucina come ripieno. La pianta si presenta con una buona vigoria, caratterizzata da abbondante fioritura, e di conseguenza anche produzione, con frutti verdi che a completa maturazione raggiungono la colorazione rossa.
Il Peperone a cornetto di Gravina, invece, anch’esso ricercatissimo dagli abitanti della città, produce dei cornetti che raggiungono circa 10 cm di lunghezza, con le colorazioni verde o rosso a completa maturazione. La pianta è molto rustica, infatti raggiunge l’altezza di quasi un metro con produzioni di incirca 5 kg per pianta. Come la maggior parte dei peperoni a cornetto, anche questo peperone è molto utilizzato fritto in padella e saltato con il pomodoro fresco.
Il “diavolicchio” di Gravina, infine, è indicato per tutti gli amanti del piccante, selezionato nel corso degli anni per il suo indice di “piccantezza”. La pianta è molto rustica, non richiede eccessive irrigazioni per far aumentare la presenza di capsaicina, composto presente nei peperoncini e che produce la sensazione di bruciore al palato. La pianta raggiunge l’altezza di circa 80 cm, ma se trova le condizioni ideali cresce maggiormente a discapito della produzione. I frutti sono dei cornetti sottili e lunghi che accumulano il massimo livello di capsaicina con il raggiungimento della colorazione rossa. La conservazione può avvenire o singolarmente per i vari cornetti, previa essiccazione degli stessi, oppure portando alla completa essiccazione l’intera pianta in un luogo fresco ed arieggiato.
Il signor Michele ci ha raccontato la sua esperienza nella coltivazione dei suoi peperoni, mettendo in evidenza la necessità di abbondanti irrigazioni soprattutto in fase di fioritura ed allegagione, al fine di ottenere ottime produzioni.
Il semenzaio deve essere effettuato nel mese di marzo, per poi procedere con il successivo trapianto in campo tra la fine di aprile e la prima decade di maggio. Ovviamente, questi riferimenti temporali di coltivazione sono variabili a seconda dell’areale. La raccolta solitamente inizia ad agosto e termina con l’avvento delle basse temperature che portano al deperimento della pianta stessa.

In collaborazione con Antonio Quattromini

2 Commenti su “I peperoni di Gravina in Puglia”

  1. Avatar
    Cristian Ciancio

    Complimenti per lo splendido lavoro.
    Sapete indicarmi dove posso trovare i semi del diavolicchio di Gravina. Vivo a Torino e mia mamma è originaria di Gravina

    Rispondi

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