Durante la primavera 2017, sono stati raccolti i capolini principali di varietà locali di carciofi pugliesi conservati presso il campo catalogo dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR) del CNR di Bari.
Dopo la caratterizzazione morfo-agronomica effettuata direttamente nel campo sperimentale, i capolini principali, nella fase di maturità commerciale, sono stati recisi con circa 5 cm di gambo per essere immediatamente trasportati presso la sede dell’IBBR. In laboratorio, per ogni capolino sono state separate le brattee esterne e il cuore. Ciascuna di queste parti è stata sminuzzata in un mortaio, con l’ausilio di azoto liquido.
Da ciascun campione sono state separate due aliquote, di cui una conservata a temperatura di – 80 °C, da utilizzare per successive analisi di trascrittomica, e l’altra conservata a – 20 °C per analisi di metabolomica.
Per i campioni conservati a – 20 °C è stata successivamente avviata la fase di liofilizzazione dei tessuti in appositi barattoli di plastica. Il processo di liofilizzazione comprende essenzialmente due trasformazioni fisiche: la surgelazione e la sublimazione; nella prima fase sono raggiunte temperature molto basse (-80 °C) in modo tale che la componente acquosa del campione venga trasformata in microcristalli di ghiaccio, i quali in una seconda fase vengono sublimati.
I barattoli dei campioni così liofilizzati sono stati chiusi e temporaneamente conservati in vista delle successive analisi di metabolomica.
In collaborazione con: Emanuela Blanco, Vittoria Liuzzi, Francesco Losavio, Anita Morgese, Antonio Quattromini, Giuseppe Sonnante
- Macinazione di brattee esterne di carciofo in mortaio con azoto liquido
- Sezionatura cuore di carciofo con mandolina
- Campioni nel liofilizzatore in appositi contenitori aperti
- Contenitori con i campioni liofilizzati





