Quaranta ortaggi poco noti

In un libro del 1944 di Angiolo Del Lungo (“40 ortaggi poco noti”) abbiamo trovato una serie di ortaggi che solo in parte oggi sono ampiamente coltivati. Di alcuni anzi si continua a parlare come nuove colture da introdurre nei nostri ordinamenti colturali o per soddisfare le richieste alimentari delle nuove etnie che vivono in Italia.

La biodiversità è ricchezza e di questo ormai ce ne rendiamo conto. Molto spesso però ce ne dimentichiamo. Quanti di noi infatti comprerebbero al mercato un ortaggio dalle forme strane o dai colori bizzarri? Quanti comprerebbero dei frutti spinosi anche se prelibati come la zucchetta centenaria? E quanti agricoltori sarebbero disposti a coltivare, per esempio, tuberi piccoli come la Tuberina o come l’Igname che si sviluppa molto in profondità rendendo onerose le raccolte? Essere poco noto per un ortaggio non vuol dire non possedere pregi. Anzi. Anche i divi di Hollywood hanno periodi di celebrità e periodi di riposo dietro le quinte.
La stessa patata prima di essere introdotta nella dieta degli italiani era ritenuta una erbaccia velenosa.
Angiolo Del Lungo nel suo “40 ortaggi poco noti” ha presentato una carrellata di ortaggi poco comuni tra cui, oltre a quelli già citati: borragine, cipero e alcune piante spontanee tra cui portulaca ed erba stella. E se diventassero gli ortaggi del futuro? D’altronde oggi, molti chef, nelle loro pietanze, rivalutano le tradizioni gastronomiche e il selvatico e l’esotico. D’altronde si avvicina Natale e l’Alchechengio lo potremmo anche coltivare sul balcone…

Indice del libro "40 ortaggi poco noti" Frontespizio del libro "40 ortaggi poco noti"

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