| Varietà orticola | ASPARAGUS ACUTIFOLIUS |
|---|---|
| Fonte | ISPIRAZIONE PERSONALE |
| Autore | PIETRO CALIANDRO E SUMA GRAZIA |
| Categoria | ANTIPASTO |
| Numero persone | 5 |
| Tempo preparazione | 15 MINUTI (se avete del riso lesso già pronto)) |
| Ingredienti | |
| Procedimento | Pulite gli asparagi andando ad eliminare la parte più dura e fibrosa del turione, avendo cura di lasciare intatta la sezione superiore del germoglio. (Alt: non gettate le parti più dure! Previa lunga bollitura, sono ottime per preparare creme o arricchire passati di verdure. Magari potrei proporvi degli utilizzi in qualche altra ricetta) Una volta puliti i nostri amati ortaggi fateli bollire 2/3 minuti a fuoco vivo, sia per ammorbidirli un pochino che per eliminare l’eccessivo sapore amaro tipico di questa verdura. Scolateli e sminuzzateli in pezzi lungi al massimo un centimetro. Unite tutti gli ingredienti in una ciotola, mescolate fino all’ottenimento di un composto modellabile e formate delle polpette (se il composto non dovesse essere sufficientemente compatto, aggiungete altre uova e pangrattato fino ad ottenere un impasto abbastanza plastico). Per la frittura: ponete sul fuoco dell’olio EVO e iniziate a riscaldarlo, nel mentre utilizzate dell’altro pangrattato per impanare le polpette e immergetele nell’olio non appena raggiunge la temperature ottimale. Tiratele fuori quando il colore è di un bel dorato carico e...attendete qualche istante che si raffreddino! Buona appetito |
| Varianti | L'Asparago (Asparagus spp L.) è un ortaggio immancabile sulle tavole pugliesi sin dal primo sole primaverile. Qui in Puglia si consuma principalmente l'Asparago selvatico (A. Acutifolius) morfologiacamente diverso da quello venduto nei supermercati o più comunemente conosciuto in tutto il resto del mondo, l'Asparagus Officinalis. A tal proposito sperando di non essere troppo prolisso e noioso, vorrei raccontarvi come un bimbo sia venuto a scoprire l’esistenza di queste due differenti specie: avevo solo 7 anni quando, i pomeriggi al ritorno da scuola, passeggiavo per le campagne alla ricerca dei succulenti germogli verdi da raccogliere e riportare alla cara Nonna Comasia che li avrebbe cucinati con le uova sbattute o sistemati in una bella frittatona. Durante quella primavera di 16 anni fa accadde che, durante il lauto banchetto di un matrimonio, al tavolo della mia famiglia, fu servita una portata a me sconosciuta: una verdura lunga e tozza. Corsi dal Nonno Nicola che tutto sapeva sulle verdure e chiesi a lui cosa fossero quei grossi bastoncini nel piatto: “Pietro, sono asparagi!”, esclamò in fretta il vecchietto intento a mandar giù un altro bicchiere di Verdeca. “Asparagi??? Nonno, ma sono enormi!”, Osservando con attenzione e riflettendoci attentamente, il bambino riconobbe la somiglianza così come notò la differenza di dimensioni con i germogli che, fino a pochi giorni prima, raccoglieva in giro per la campagna ai piedi dei muretti a secco. “Quelli del ristorante erano giganti! Devono essere quelli gli asparagi giusti da raccogliere, quelli buoni e pregiati”; nei giorni seguenti, nella testa di Pietro, i farfugliamenti sulla scoperta dell’esistenza di un Asparago così grande non si erano ancora placati. Fino ad allora aveva sempre e solo raccolto dei turioni piccoli, sottili e lunghi, simili alle cannucce usate per bere i succhi di frutta. Trascorse un pomeriggio di quella primavera, uno dei tanti in campagna della Nonna Comasia, a cercare germogli simili a quelli serviti durante il pranzo nuziale di qualche giorno prima. “Piè, niente hai trovato?” gridò, in dialetto, la Nonna con tono rammaricato. Il bambino camminò lentamente con il capo chinato ad osservare i suoi passi, fino a pochi centimetri dalla gonna lunga e variopinta della Nonna. Fece un grosso respiro e con la voce rotta da un imminente pianto disse: “Niente Nò, nessuno era grosso come quelli che ci hanno dato al ristorante. Tutti piccolini erano! Io voglio quelli grossi Nonna! Dove devo cercare?”. La Nonna sorrise al Nipotino. “Nonna, quelli piccolini, dopo un poco, crescono come quelli grossi?”, continuava a chiedere Pietro con ansia. Ci vollero altri 3 anni di domande, disperate ricerche primaverili e grosse delusioni prima che comprendessi l’esistenza di due specie di Asparago: quella coltivata industrialmente e quella selvatica, l’A. Officinalis e l’A. Acutifolius. Avendo occupato molto spazio con un aneddoto della mia infanzia, evitiamo di parlare delle decine di proprietà benefiche e caratteristiche (potete trovare queste informazioni cliccando qui) di questo meraviglioso ortaggio e torniamo al motivo principale per il quale ho scritto a BiodiverSo: proporre una ricetta con gli Asparagi, quelli selvatici. Sicuramente tutti, almeno una volta nella vita, abbiamo mangiato questi turioni con le uova: omelette di asparagi, frittata di asparagi, uova strapazzate con asparagi etc. Altro utilizzo molto gettonato è la preparazione di un risotto con asparagi: Risotto asparagi e pancetta, asparagi e funghi, risotto asparagi e gorgonzola etc. Accade che delle volte il raccolto di asparagi è molto abbondante, abbondantissimo o molto frequente. Utilizzarli sempre nelle stesse pietanze è tutto un “che barba che noia, che noia che barba” e per questo vi propongo un utilizzo quantomeno fantasioso e alternativo. |
| Origine | PUGLIA , CEGLIE MESSAPICA. Essendo una rivisitazione moderna per l'utilizzo degli asparagi è possibile prepararla ovunque si raccolgano questi germogli. |
| Abbinamento | Si sposano bene con un Caciocavallo non molto stagionato, dal sapore abbastanza dolce e avvolgente. |
| Notizie | dimenticavo: 100 g di asparagi contengono solo 20 calorie. Calcolando tutte le calorie che si perdono mentre si è alla ricerca di asparagi, è chiaro che non esiste pianta migliore per la vostra dieta primaverile… a patto che vengano mangiati lessi e tal quali! |

