Sfruttare i Big Data per ricerca & sviluppo in agricoltura

Spesso si pensa, erroneamente, che l’agricoltura sia uno di quei settori “tradizionali”, un campo nel quale le tecnologie, anche quelle più innovative, non c’entrino, perché la tradizione gioca un ruolo di primo piano.

In realtà, le innovazioni nel settore agricolo sono varie e numerose, non ultime quelle che si rifanno ai dati, ed in modo più specifico ai “Big Data”, intesi come “l’insieme delle tecnologie e delle metodologie di analisi di dati massivi. Il termine indica la capacità di estrapolare, analizzare e mettere in relazione un’enorme mole di dati eterogenei, strutturati e non strutturati, per scoprire i legami tra fenomeni diversi e prevedere quelli futuri”.

Tali dati, spesso, sono utilizzati nei Paesi meno sviluppati per migliorare le tecniche di coltivazione ed essere di supporto agli agricoltori e, in definitiva, per migliorare le condizioni di vita dei cittadini.

Un esempio in questo senso ci viene da CGIAR, una partnership globale che riunisce organizzazioni impegnate nella ricerca per un futuro sicuro dal punto di vista alimentare, la cui missione è quella di promuovere la scienza e l’innovazione in campo agricolo per consentire ai poveri, ed in particolare alle donne, di nutrire al meglio le loro famiglie e migliorare la produttività e la resilienza, in modo che possano condividere la crescita economica e gestire le risorse naturali per affrontare i cambiamenti, inclusi quelli climatici.

Il CGIAR, nell’ambito di una piattaforma dedicata ai Big Data, riporta alcuni vincitori premiati durante la “Big Data in Agriculture Convention 2017”, scelti fra oltre 120 partecipanti, il cui punto in comune è quello di utilizzare i Big Data e le piattaforme per rivoluzionare l’agricoltura. Nel loro articolo riguardante la premiazione esemplificano dicendo che Facebok potrebbe essere utilizzato per tracciare la diffusione delle malattie del bestiame e lo smartphone per diagnosticare le malattie delle colture in tempo reale.

Interessante a dirsi, ma alcune di queste innovazioni, seppur non tutte collegate con i Big Data, sono già realtà. Alcuni esempi possono essere l’utilizzo degli smartphone per testare la maturazione della frutta, i Big Data nell’agricoltura “smart” e l’impiego dei dati, raccolti da sensori in campo e sulle colture, che forniscono dati granulari sulle condizioni del terreno, richiesta di fertilizzanti, disponibilità idrica ed infestazioni da parassiti.

Credits immagine: https://www.smartdatacollective.com/

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