Sulla strada di Emmaus

Il Prof. Saverio Senni, docente dell’Università della Tuscia,  ha definito l’ agricoltura sociale un “insieme di attività a carattere agricolo, inteso in senso lato (coltivazione, allevamento, selvicoltura,  trasformazione dei prodotti alimentari, agriturismo, ecc.) con l’esplicito proposito di generare benefici per fasce particolari della popolazione (persone con bisogni speciali, anziani, bambini)”.

Nel Villaggio Emmaus è dalla fine degli anni ’70 che l’agricoltura viene vista come fonte di riscatto per i tossicodipendenti della città di Foggia e dei paesi limitrofi.

Il Villaggio, situato a Foggia in Località Torre Guiducci, è un vero e proprio borgo posizionato su un terreno  di 30 ettari della Fondazione Siniscalco Ceci – Emmaus, circondato da campi coltivati in regime di agricoltura biologica con cui la comunità si autosostiene. I campi vengono coltivati per produrre grano, che viene venduto ai tanti mulini della zona, e foraggio, che viene utilizzato per alimentare i tanti animali presenti nel Villaggio.

Nel Villaggio, infatti, uno spazio importante è occupato dalla Masseria Didattica Emmaus dove i ragazzi gestiscono, con esperti pedagogisti e allevatori, cavalle, asine e altri animali come papere, galline e maiali. Tra tutti gli animali, da un punto di vista economico e produttivo, le regine sono le capre da cui i ragazzi, seguiti da un casaro esperto,  ricavano un ottimo formaggio caprino oggi distribuito in oltre 11 punti vendita della città di Foggia. I ragazzi del Villaggio lavorano tutta la mattinata con gli animali, li accudiscono, li nutrono e successivamente li fanno accomodare nelle loro stalle; altri invece si dedicano alla mungitura delle capre e al caseificio. Altri ancora sono impiegati in altre attività manuali tra le quali la bottega di falegnameria. Una comunità perfetta dove, ancora una volta, l’integrazione passa dall’agricoltura.

Ad un paio di chilometri dalla città invece un’altra struttura, sempre gestita dalla fondazione, accoglie un orto sociale dove tanti, tra ragazzi, pensionati e professionisti, coltivano e curano ortaggi e piante aromatiche, in lotti di terra appositamente divisi e assegnati tramite bandi a cui tantissimi cittadini hanno partecipato. Ogni giorno, in questo bel campo, le persone si incontrano, a poca distanza dalla città, in un ambiente più familiare dove, tra  zappe, vanghe, zucchine e insalate, a crescere sono le relazioni.

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