Dalle ricerche storiche in corso stanno emergendo diverse fonti che parlano dell’importanza del cappero nei secoli scorsi in Puglia. Qui segnaliamo due testi del XVIII e XX secolo.
Da GIULIANI V., 1768 – Memorie storiche politiche, ecclesiastiche della città di Vieste, Presso Francesco Morelli. Napoli. Pagg 28-30
I capperi parimenti nascono nel nostro territorio ed in altri luoghi del Monte Gargano. Ne abbondano le Terre di Monte, di San Giovanni, e di San Marco.
I suoi rami, guerniti di spine uncinati, sono unpoco incurvati, ed in essi nascono a vicenda le folgie, quasi di una perfetta rotondità, simili alle foglie del moelocotogno, di un’acro sapore. Escono dà medesimi alcuni piccioli piedi particolari, che nella loro cima hanno alcune piccole teste, o geme verdi, che quando sono nella perfetta grandezza, si colgono per serbarli nella salamoja, o nell’aceto ortissimo, e queste sono i Cappari, dè quali nella città di Foggia, se ne fa tanto acquisto, empiendone botti per trasportarli, e venderli altrove. Pria che si macirino nell’aceto s’assaggiano di un gusto acerbo, amaro, e dispiacevole; ed affinchè inon si aprino, sparse all’ombra, si lasciano per tre o quattro ore inflaccidire. Condite poi vogliono a risvegliare l’appetito, ed in luogo di salse si portano nelle tavole….. Assai aperitiva è la scorza della radice dei Cappari, e molto viene lodata per la sua virtù astergente, ed incisiva a togliere le ostruzioni della milza e del fegato.
Da Bruni, 1938-47. Descrizione_botanica_delle_campagne_di Barletta pag 139
Lo classifica come Capparis sicula.
‘Le tenere cime di questo suffritice si raccolgono in aprile maggio e si fanno raddolcire nell’acqua ogni 24 ore per sei o dieci giorni: indi si conservano nell’aceto, e se ne fa uso come insalata. In quanto all’uso dei suoi fiori non aperti (comunemente chiapparini) è cosa conosciuta in tutto il mondo. Nel 1837 ne vidi una distesa industria a Manfredonia nella Provincia di Foggia. La città di Trieste ne faceva grande acquisto….. Questa specie di Capparis è spinosa…. Sarebbe a desidereare la introduzione della Capparis rupestris la quale non porta spine ed è spontanea a Posilipo presso Napoli.’
Sui capperi vedi quanto ha scritto Antonella Berlen nel suo blog.

