Il vivaio Co.Vi.Ser dopo aver reperito il seme di una popolazione locale di cardo selvatico o cardo mariano (Silybum marianum L.) ha proceduto all’allestimento, presso l’azienda agricola Maglio Donato, di un campo per la valutazione della coltura in ambiente salentino.
L’interesse per il cardo selvatico deriva dalle sue riconosciute proprietà nutrizionali e salutistiche.
La pianta produce un gruppo di flavonololignani tra cui la silibinina, isosilibinina, silicristina. Il fitocomplesso denominato silimarina (costituito da flavonololignani e oli) ha un’ottima attività epatoprotettiva ed è ampiamente utilizzato nella prevenzione e nel trattamento delle patologie epatiche nonché per la riduzioni dei livelli delle transaminasi. Grazie ad una collaborazione con il CNR-ISPA Unità di Lecce è in corso la caratterizzazione quali/quantitativa dei principali componenti del fitocomplesso estratto dalla popolazione locale recuperata dai vivai Co.Vi.Ser.
Nella cucina tradizionale locale si utilizzano le nervature delle foglie e gli steli teneri del cardo selvatico. Il problema principale che ne ha limitato molto l’utilizzo negli ultimi anni è tuttavia rappresentato dalla prima fase di pulitura, detta “spinatura”, che porta all’eliminazione della lamina fogliare molta ricca di spine acuminate.
Una volta cucinati però i cardi selvatici ripagano ampiamente del lavoro offrendo piatti molto gustosi e ricchi di composti benefici per la salute.
- Piante di cardo mariano pronte per la raccolta
- Coltivazione di cardo mariano
- Piante di cardo mariano appena raccolte
- Procedura per eseguire la fase di pulizia dalle spine (“spinatura”)
- Fase di pulizia dalle spine (“spinatura”)
- Parte edule dei cardi dopo “spinatura”







