Varietà locali di melanzana: alcuni spunti interessanti tratti da una pubblicazione del 1967

Proseguendo l’analisi dell’archivio del prof. Bianco alla ricerca di informazioni e documenti su varietà orticole pugliesi di interesse, è stato ritrovato un interessante articolo, scritto dagli autori Sasso G., Marzi V. e Bianco V.V., intitolato ‘Stato attuale, problemi ed indirizzi tecnici della coltura della melanzana’, pubblicato negli atti della Conferenza Nazionale per l’Ortoflorofrutticoltura tenutasi a Napoli nel 1967. Nel testo, accanto ad informazioni statistiche sull’espansione della coltura in Italia negli anni Sessanta del secolos corso, sono riportate interessanti informazioni sul panorama varietale dell’epoca nelle diverse regioni italiane.

Frontespizio del documento sullo stato della coltura della melanzana in Italia negli anni sessanta, recuperato nell’archivio del prof. Bianco presso il DISAAT (Sasso et al., 1967).

Negli anni Sessanta la melanzana era coltivata prevalentemente nel Meridione

Il testo riporta i dati statistici relativi alle produzioni, superfici e rese della coltivazione nelle principali aree produttive del Paese nel periodo 1958-1966. In Italia erano coltivati circa 10.000 ha, di cui l’80% concentrato nelle regioni meridionali ed insulari, in particolare in Campania nelle provincie di Napoli e Salerno (con il 15% della superficie nazionale).

In Puglia la melanzana rivestiva una discreta importanza, in particolare negli orti litoranei della provincia di Bari e della costa ionica del tarantino, estendendosi fino alla confinante pianura metapontina della Basilicata. Il testo riporta l’elenco delle principali aree di coltivazione della melanzana in Italia, annoverando in Puglia i seguenti comuni: Barletta, Polignano a Mare e Monopoli nella provincia di Bari; Ortanova e Manfredonia in quella di Foggia; Massafra e Palagiano nel tarantino; Fasano ed Ostuni nel brindisino; Otranto, Gallipoli e Racale nella provincia di Lecce.

Estratto di una tabella statistica che riporta nell’ordine le superfici (ha), le produzioni (q) e le produzioni unitarie (q/ha) di melanzana nelle provincie pugliesi e lucane nel 1964 (Sasso et al., 1967).

Estratto di una tabella che riporta l’elenco delle provincie e dei comuni meridionali in cui era maggiormente diffusa la coltivazione della melanzana negli anni sessanta (Sasso et al., 1967).

Tra le varietà locali di melanzana vi era la cosiddetta ‘Tonda di Monopoli’

Secondo gli autori, le cultivar di melanzane coltivate erano diverse e appartenenti a tre varietà botaniche del genere Solanum melongena L.: esculentum Dun., insanum L. e ovigerum Lam. La classificazione più ricorrente distingueva le varietà in base alla forma (lunghe, rotondeggianti) e al colore (nere, violette, bianche) delle bacche. L’articolo riferisce che in quegli anni erano coltivate in Italia sia cultivar commerciali (distribuite dalle ditte sementiere) che ‘tipi’ locali (coltivati prevalentemente nelle regioni meridionali).

Tabella che riporta l’elenco delle principali cultivar di melanzana diffuse nelle regioni italiane negli anni Sessanta (Sasso et al., 1967).

Le varietà più richieste dal mercato erano quelle con il frutto allungato, e la cultivar più diffusa era la ‘Violetta lunga’ (pari al 52% del totale); in realtà, a questa cultivar erano riferite diverse varietà a bacca allungata, differenti tra loro per la forma o lunghezza, la lucentezza o intensità del colore, la precocità di produzione, e spesso distinte in funzione dell’areale di provenienza o coltivazione. Tra i tipi locali simili alla ‘Violetta lunga’ sono citati la ‘Lunga di Chioggia’, la ‘Lunga di Romagna’, la ‘Mezzalunga di Asti’, presenti in particolare negli areali settentrionali.

Le melanzane a frutto tondo, invece, rappresentavano circa il 32% delle varietà coltivate; accanto ad alcune varietà commerciali (quali la ‘Mostruosa di New York’ e la ‘Black Beauty’), erano coltivati largamente diversi ‘tipi’ locali (soprattutto nel Meridione), tra cui sono citate la ‘Mostruosa o Turca’ e la ‘Tunisina’ in Sicilia e Calabria, e la ‘Tonda di Monopoli’ nella provincia di Bari. Partendo da questa indicazione bibliografica, il progetto BiodiverSO tenterà di recuperare informazioni e materiale genetico di quest’ultima varietà, nella speranza che sia ancora coltivata da qualche agricoltore custode.

Estratto del testo in cui sono menzionate le principali varietà locali presenti in Italia negli anni sessanta, tra cui la cosiddetta ‘Tonda di Monopoli’ (Sasso et al., 1967).

 A cura della cooperativa AGRIS

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